Pensieri prima dell’inizio dello stage

Mi domando se sarò all’altezza pur sapendo che in fondo non c’è niente di cui preoccuparsi, niente che potrebbe andare storto, niente di cui avere paura. In fondo è normale. Mi alzerò presto la mattina, prenderò l’autobus, scenderò alla fermata giusta, mi presenterò, e mi daranno qualcosa da fare. Non è così? Me lo ripeto da sola, come se conoscessi già tutto. Ma la verità è che un po’ di timore mi tormenta e non lo so nemmeno io il perché. Forse il fatto di non sapere niente di quel posto, o il mio essere da sola in un mondo popolato solamente dagli adulti, ma in fondo che pretendo? Tra meno di un anno sarò adulta anch’io. Ma anche aspettando l’autobus ogni minuto è diventato pesante, come se il tempo passasse inesorabile verso il mio ingresso da quella porta nuova. Non lo so di cosa ho paura. Magari di fare una brutta impressione. Di essere troppo me stessa per piacere. Oppure semplicemente di sbagliare qualcosa, di dimenticare perfino il mio nome quando siederò là in mezzo a tutti gli altri. Però lo voglio fare. Voglio fare quel passo, entrare da quella porta, avere delle responsabilità, senza nemmeno sapere quali siano. Lo immagino. Magari avrò un computer tutto mio, magari maneggerò dei fogli, o farò delle fotocopie, risponderò al telefono. Ma crescerò. Di questo solo sono sicura. A volte si ha paura di crescere, no? Quando davanti hai l’oscurità e in mano nessuna stella, nessun sole, nessuna luce artificiale che ti mostri i passi giusti da percorrere. È una sensazione strana, come quando indossi vestiti troppo grandi ma che ti piacciono da morire. In fondo ricordo l’anno passato, ricordo quando salivo sull’autobus, ricordo che in fondo ero orgogliosa di quelle mattine trascorse un un attimo, ad aiutare il prossimo, a inscatolare cose, a lavorare. Tanto lo so che sarò orgogliosa anche questa volta. È solo che all’inizio si ha paura, è inevitabile. E allora ci si lascia trasportare dal coraggio che sottoforma di briciole ci spinge sulla schiena verso la porta, e con respiri profondi si va avanti, insieme al tempo, per non arrivare in ritardo almeno la prima mattina. E non è più paura. Non so come chiamarla, se semplice emozione o leggero timore, è qualcosa di nuovo, di diverso, qualcosa che ti fa rimpiangere di non essere a casa nel tuo letto alle otto del mattino, ma nello stesso tempo ti fa guardare attorno, e ti domandi se da qualche parte anche qualcun altro starà provando le tue stesse sensazioni. Scesa dall’autobus sono sola, nel mezzo della campagna e schiacciata dall’ombra dei capannoni delle fabbriche. Mi sento minuscola, ma vado avanti, perché dicono che l’attesa non faccia altro che aumentare il timore. Sono in anticipo, ed è la prima volta in cui me ne frego, suono il campanello ed entro, senza guardarmi allo specchio, senza sistemarmi i capelli, senza nemmeno chiudere il cellulare nella borsa come una brava ragazza, no, entro così, accaldata dagli autobus che anche d’estate chiudono tutti i finestrini. Entro così, vera. Tanto lo so che i miei capelli non staranno mai a posto, nemmeno se li sistemo prima di entrare. Mi lascio investire dagli eventi, e il timore un po’ passa, un po’ rimane, a tratti invisibile, a tratti pungente. Ma il tempo va avanti, la giornata prosegue, e in pochi attimi mi sembra di vivere lì da molti mesi.

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36 pensieri su “Pensieri prima dell’inizio dello stage

  1. Dai cucciola
    il mondo dei grandi fa’paura ma anche loro a vederti ne avranno..xche’ tu sei il futuro…sarai forte e ti divertirai anche pensa a tutte le “zie” che hai qui
    che ti abbracciano forte e ti augurano buon lavoro!😊😚

  2. wow! ma che bello! in bocca al lupo! non so cosa stai andando a fare… ma quel friccicorino che si ha nelle prime volte è proprio il bello…
    fa paura crescere… ma goditi tutti i momenti che questa crescita ti regala! neanche io ho ancora finito di crescere perchè ogno volta sono da vanti a nuove sensazioni!
    sono felice per te cara!

    • Posso confermare che ce l’ho già fatta, pubblico ora questo articolo come ricordo dell’estate, domani pubblicherò quello in cui racconto come è andata 😉 Non svelo nulla 😉

      • Anch’io posso dire di avercela fatta su tante cose ma poi contano i fatti, ne abbiamo già parlato…no?
        Hai tanto da affrontare…arrivare a 18 anni non significa essere automaticamente adulti…anzi, proprio là dovrai guadagnarti il rispetto di tutti. Lo vedrai nella mail che ti farò. Non mi interessa cosa sveli, conosco i miei polli come si dice…ed ho 24 anni, manco da dire che so vecchio! 🙂

        Ciao!

  3. Un mix di riflessioni in cui siamo passati tutti, ognuno a modo suo. Attendo di leggere la seconda parte, quella “a cose fatte” 😉 comunque hai saputo rendere proprio bene l’idea.

  4. Penny, che tenerezza,own! Non sto qui a dirti che non sarà cosi’,che non prenderai rimproveri anche quando non hai colpe, non sto qui a dirti che tutte le mattine avrai voglia di andare, tutt’altro, alcune mattina sarà la cosa da fare per te. Ma quello che ci tengo a dirti è di goderti a pieno questa esperienza,con il negativo ed il positivo. Non stare a sentire quelle persone che sono li a ripeterti che non sarai mai abbastanza grande. Tu con questa esperienza lo diventerai, non del tutto,ma saranno sempre i piccoli passi a comporre il tuo essere. Goditi a pieno questa esperienza anche perché se andrà male avrai sempre un libro pronto da divorare e una famiglia che ti accoglie. Finirai le tue ore e tornerai a casa,con un bagaglio d’esperienza sempre più pieno.

  5. Non preoccuparti, ti verrà tutto più facile di quanto non ti aspetti. Cinquant’anni fa ho fatto il mio apprendistato (allora gli stage si chiamavano così) a più di 300 kilometri da casa e non c’erano i telefonini e non ero nemmeno maggiorenne. Credimi, al bisogno ti accorgerai che sei forte e che sei anche preparata per affrontare questo nuovo mondo.
    Anche mia figlia ha fatto alcuni stage, in terza superiore, in quinta e anche all’università, in campi diversi, in diverse realtà e le sono serviti per crescere, per apprendere.
    Auguri e vai serena.

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