Domanda della settimana per tutti i maggiorenni

Che cosa vuol dire 18 anni?

Probabilmente, tutto e niente. È un compleanno come gli altri, una giornata, l’unica di tutto l’anno, in cui ci sentiamo assoluti protagonisti del mondo, ma c’è qualcosa che lo rende speciale, e ci fa sentire quasi in dovere di goderne fino all’ultimo minuto. Diciotto anni. Cosa saranno mai? L’ingresso nel mondo degli adulti, delle responsabilità, magari dell’indipendenza, perché cominciamo a fare delle scelte, importanti, da soli, anche sbagliate, certo, e poi a rimediare. Diciotto anni vuole dire votare. Fare parte del popolo italiano, esprimere la propria idea, le proprie aspirazioni sul futuro dello stato, e imparare ad accettare che vi sia una maggioranza diversa da quella che vorremmo noi, che non é sempre tutto come speriamo, che non siamo noi padroni del mondo. Diciotto anni significa essere coscienti di sè stessi, dei propri limiti e delle proprie capacità, e non arrendersi al primo problema, non correre dalla mamma dopo ogni inciampo, perché a diciotto anni, per la legge, siamo tutti adulti, e le ferite ce le disinfettiamo da soli. Diciotto anni è poter firmare documenti, le giustificazioni a scuola, i permessi di uscita, e poter comprare gli alcolici nei pub del sabato sera, perché ogni errore, ogni eccesso, ogni confine valicato saremo noi ad affrontarlo, a pagarlo. Diciotto anni vuol dire poter guidare, sfidare la strada su cui ogni anno c’è chi muore e chi vede altri morire, ma ecco, avere diciotto anni significa anche entusiasmo, intraprendenzs, sfidare il destino, salire in macchina e correre al mare, perché le paure scivolino fuori dal finestrino. A diciotto anni si può aprire un conto in banca, stringere tra le mani la sensazione di ricchezza e di responsabilità, perché quei soldi, ora, li gestiremo noi, noi che dobbiamo imparare da noi stessi, inesperti ma pronti a camminare avanti. Diciotto anni ti aprono le porte della vita, senza che tu nemmeno te ne accorga. È come un ponte da attraversare ad occhi chiusi, che ti conduce sopra gli abissi del mondo, e alla domanda “Come ti senti?”, non sai più se rispondere “Bene” o “Non lo so”. In effetti, non lo sai. Sul momento è tutto troppo strano per avere una definizione. Si festeggia il diciottesimo compleanno come il più importante, il più esclusivo, il più intenso, il più profondo, la festa più vera e sincera, il festone del nostro capodanno, che a volte riconosci camminando per la piazza dalle schiere di invitati con i vestiti nuovi e puliti. Il diciottesimo compleanno è come un rito di passaggio, il momento in cui hai perfettamente chiaro chi vuoi che faccia parte della tua vita, chi vuoi che resti con te, anche quando non avrai tempo nemmeno per una doccia, e sono quelle persone che probabilmente sbagieranno il regalo, e tra vent’anni ancora riderete delle brutte figure la sera del tuo compleanno, ma quel regalo lo porterai sempre con te. I diciotto anni arrivano una sola volta nella vita, forse l’ho già detto, e non faccio che ripeterlo, perché quando devi aspettare Novembre hai paura che gli altri non se ne accorgano nemmeno più. Ma i diciotto anni non cancellano niente della nostra storia, del nostro carattere, delle nostre buffe abitudini, delle più assurde fobie. In fondo siamo e saremo sempre noi, e vorremo accattivante sempre quelle stesse persone, e lotteremo sempre per gli stessi sogni. Diciotto anni cambiano il modo in cui guardi il mondo, ti senti parte di esso, di più, parte del meccanismo che lo fa funzionare, capisci che per tutto c’è una conseguenza, che siamo spesso insicuri, nel posto sbagliato, ma nonostante tutto siamo in grado di realizzare una vita bellissima, e sì, sono i diciotto anni quella linea bianca da cui partire. Diciotto anni e una vita intera da vivere. Hai paura, una paura folle di fare le scelte sbagliate, di cadere e non trovare più nessuno, paura di chiudere gli occhi nel buio, paura di fallire. I diciotto anni sono anche questo. Una medaglia dalle infinite facce, infinite emozioni che la sera piombano sul materasso, e improvvisamente anche la notte ha un altro sapore. Diciotto anni. Nessuno è mai pronto a compierli. Nessuno si sente forte, nessuno un supereroe. Nessuno sa che piega prenderà la propria vita, che lavoro farà, se metterà su famiglia, se sarà assolutamente e incondizionatamente felice. Ma i diciotto anni, sono tutto questo, sono un istante, un minuscolo impercettibile istante in cui la nostra vita ci regala quanto di più prezioso esista: il sorriso di chi è certo di trovarsi nel posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste.

E per voi, che cosa vogliono dire i diciotto anni?

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40 pensieri su “Domanda della settimana per tutti i maggiorenni

  1. I miei diciotto anni (sono passati secoli) li ho trascorsi come tutti gli altri: ho ricevuto qualche regalo, ma non ho avvertito alcun senso di responsabilità maggiore; inoltre, non ho nemmeno chiesto ai miei genitori di regalarmi un’auto.

  2. Passaggio dalla fase più semplice della vita, a quella più complessa con tutte le bellezze e le difficoltà che offre…

  3. Per me ha significato soltanto poter prendere la patente e iniziare ad avere parte attiva alla vita politica.
    In quanto singolo, mi ha cambiato poco, la differenza tra minore e maggiore età l’ho percepita davvero poco.

  4. e chi li ricorda….
    sì, importante fu la patente, ora ricordo che non volli festeggiarli, per distinguermi dalla massa che faceva le feste faraoniche.Ti parlo del tempo dei figli dei fiori, anni di protesta giovanile. Ma dopo mi pentii e festeggiai i 19 🙂
    Ancora auguroni, ciao

  5. io penso cambi solo il modo in cui la società può approcciarsi a te come individuo… per il diretto interessato cambia poco, per la società nei suoi confronti invece cambia abbastanza..

  6. Cosa vuol dire 18 anni? L’inizio dei problemi seri, l’uscire da una bolla in cui abbiamo vissuto grazie ai nostri genitori. Iniziare ad affrontare il mondo con le proprie forze, ma a piccoli passi… in fondo son solo 18 anni.

  7. Io non ho festeggiato i 18 anni, praticamente dopo gli 8 anni non ho più festeggiato compleanni

    Io ero già responsabile, già lavoravo, già avevo un conto (anche se ne avevo un accesso limitato) già guidavo (anche se un motorino )

    Principalmente per me ha segnato il poter essere più indipendente avendo un auto e non dover più stare alle intemperie e poter votare, all’epoca ero convinta il mio voto potesse cambiare le cose

    • Un’altra dimostrazione di come i diciotto anni dipendano dalle persone che li vivono… forse siamo tutti convinti che il voto possa cambiare le cose… e da un lato è bello pensarla così 😉

  8. La patente…sembro superficiale? No, mi ha permesso di viaggiare, di scorazzare, di andare a lavorare lontano, ti tornare dalle serate senza aver paura, di guidare quando gli altri erano un po’ brilli, di passare la notte sulla striscia d’asfalto che è l’autostrada con mia figlia piccola addormentata dietro….è stata una fonte di libertà in più (ne ho avuta sempe tanta grazie ai miei fantastici genitori).
    bhe voglio dirti che ancora ho diciotto anni…dopo 40 anni ancora li ho 😉
    Mantieni i tuoi per sempre.

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