È successo davvero – Travel tag challenge

Un grazie enorme a A tourist abroad per avermi nominata per questo Tag, da lei stessa creato (onoratissima!).

Regole del gioco:

– Usa nel post l’immagine del tag originale, che trovi in questo post.
– Nomina l’ideatore del tag, A Tourist Abroad, inserendo il link al blog.
– Inserisci tra i tag dell’articolo #èsuccessodavvero
– Racconta le 3 cose più strane che ti sono successe in viaggio: 2 vere,1 inventata.
– Inserisci alla fine di ogni racconto la frase “…è successo davvero?“
– Tagga almeno 5 blog!
– Prima di giocare, cerca di indovinare quale delle 3 cose raccontate nel post di chi ti ha taggato è falsa!

  • 31 dicembre, notte di Halloween, città di Padova. Io, Madre e Padre ci accingiamo a rientrare in albergo nel pomeriggio, dopo aver visitato qualche angusto angolo del centro. Eravamo arrivati quella stessa mattina, in auto, e già una vigilessa ci aveva minacciati di multa per aver rischiato di imboccare un viale contromano sui binari del tram. Tutto è bene quel che comincia bene. Ma tornando a quel pomeriggio. Siamo saliti sul tram, siamo ridiscesi, tutto era buio, passa un autobus di colore blu che si ferma: che si fa? Ovviamente, nel dubbio, si sale. Il mezzo era popolato da tre sole persone: l’autista e due ragazze travestite che parevano uscite dal film di Dracula. Era tutto terribilmente inquietante, profondamente silenzioso e tetro. Siamo scesi al capolinea senza avere più la minima idea di dove fossimo finiti. Si è per giunta messo a piovere, e tutto quel che abbiamo fatto è stato contemplare per un quarto d’ora i cartelli circostanti, illuminandoli con il cellulare. Morale della favola? E’ stata la notte di Halloween più autentica che io abbia mai vissuto, ho incrociato lungo la strada qualsiasi genere di strana creatura, compreso un cimitero avvolto nella nebbia, e la serata si è conclusa verso la mezzanotte con tre pizze divorate sul letto matrimoniale di Madre e Padre. Mai più tornata a Padova.

…E’ successo davvero?

  • Vacanze in montagna, di quelle che per sedici anni hanno occupato le mie estati, sempre nello stesso posto, sempre nella stessa casa, per fare sempre le stesse passeggiate. Ma chiaramente qualcosa doveva andare storto, lo dicono le statistiche matematiche. Mattina presto. Si parte. Destinazione: la cima di una montagna di cui non ricordo minimamente il nome. Situazione meteorologica: qualche nube a pecorella in lontananza e cielo limpido. Ore dodici e trenta: si ode qualche rombo in lontananza, ma potrebbe sembrare un aereo, nulla di preoccupante. Ore tredici: si scatena un temporale tropicale con grandine incorporata, e noi cominciamo a correre, perché chi se lo ricorda che per bagnarsi di meno bisogna stare fermi sul posto, corriamo perfino in mezzo a un bosco, perché chi se lo ricorda che per evitare di rimanere fulminati bisogna piazzarsi al centro della strada, sotto il cielo grigio. Fin qui pare cosa normale. Ma giunti all’ingresso degli impianti, per la precisione una seggiovia, non troviamo che la casetta deserta e i cavi immobili. Giunge un omino incappucciato che ci fa entrare nella casetta e ci ammonisce di non toccare nulla. Arrivano altre persone, si attende che il temporale plachi la sua furia omicida, ed io sto attenta a non toccare niente, mi muovo in punta di piedi. Parte un biiiiiip improvviso, mi volto di soprassalto e vedo una ventina di pulsanti che lampeggiano, la seggiovia che comincia a muoversi e l’omino che accorre dentro la casetta a enormi falcate. Non avevo toccato, nulla lo giuro!

…E’ successo davvero?

  • Si è allagato l’albergo. Ebbene sì, nel nostro amato e bollente sud Italia, in pieno agosto, si è allagato l’albergo. C’è da dire che, appena arrivati, ci hanno sistemati in una stanzina grande quanto uno sgabuzzino, dispersa nei sotterranei, nel piano solitamente riservato alle cantine. E comincia a piovere. Macché a piovere, a diluviare, incessantemente, con un vento che nemmeno durante il passaggio di un tifone, dei tuoni che parevano esplosioni nucleari, e fulmini abbaglianti come il flash delle più moderne macchine fotografiche. E continua a piovere, continuamente, per tutta la prima notte, per tutta la mattina successiva, durante il pranzo, nel primo pomeriggio, sempre peggio. Mi sembrava di vivere il diluvio universale di Noè. Così faccio la doccia, mi scaldo, anche se quella doccia era grande quanto una mattonella. Esco dalla doccia. Mi vesto. E nel mentre che mi avvolgo l’asciugamano in testa e Madre si infila sotto la doccia, qualcuno bussa alla porta, vado ad aprire ed un fiume d’acqua gelata mi investe le ciabatte fino alle caviglie. Ricordate il Titanic? O la Costa Concordia? Tutto il piano interrato, solitamente riservato alle cantine, è finito sott’acqua. Fortunatamente con una mossa dettata dall’istinto ho preso i vestiti e li ho lanciati uno dopo l’altro in cima all’armadio polveroso, con il rischio di rimanere fulminata per salvare la mia camicia preferita. Ma tutto si è risolto, il buon cielo ha fatto smettere di piovere, e la stanza è stata detta, davanti a noi, inagibile. Due giorni dopo era già occupata.

…E’ successo davvero?

Provate a indovinare quale di queste avventure non è capitata: chi indovinerà si sarà aggiudicato la nomina per questo simpatico Tag!

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15 pensieri su “È successo davvero – Travel tag challenge

  1. Grazie ❤ sono felicissima che tu abbia partecipato! 🙂 Provo a indovinare prima di leggere gli altri commenti… (anche se la curiosità è tanta!)
    Secondo me la storia falsa è la prima, anche se se la gioca bene con la terza! 😀

    Un abbraccio ❤
    Marti

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