30 Days Writing Challenge – Day 21

Quali sono le 3 lezioni che vorresti che i tuoi figli imparassero da te?

Non so nemmeno se sarò madre, da grande. Eppure adesso mi ci vedo così poco, circondata da biberon e pappe liquide, non trovo la mia pazienza, o quel mio istinto materno per parlare con un neonato senza sentirmi pazza. Con i bambini non ci so fare. Con i bambolotti, forse. Ma in ogni caso, quando mi immagino madre, penso che parlerei con i miei figli, e li guarderei negli occhi, per trovare in loro qualsiasi tipo di problema inespresso. Perché io li nascondo lì, negli occhi, dove si vedono e non si vedono. 

Ma vorrei che i miei figli non avessero paura di essere se stessi, perché é inutile, ci si sta male, ci si fa del male da soli, anche quando sembra essere una paura invalicabile. Vorrei che non temessero il giudizio degli altri, perché so che cosa significa cambiare strada guardando l’orizzonte da lontano, senza riuscire ad uscire dal recinto, lo so e vorrei che non si trovassero mai incatenati dalle loro stesse bugie. Non ci si può inventare, non si può dipingere la faccia come una maschera troppo grande. Spesso lo si impara dopo qualche dura caduta, come l’ho imparato io, ma spero soltanto che i miei figli lo imparino presto, e possano porre le mani sulla loro vita per plasmarla come meglio preferiscono. 

Vorrei che i miei figli capissero che non si può sempre avere tutto, che a volte bisogna accontentarsi, anche delle piccole cose, e che spesso quelle piccole cose nascondono un tesoro preziosissimo: l’amore. “L’erba voglio non esiste neanche nel giardino del re”, mi dicevano da bambina. Vorrei trasmettere loro l’umiltà e la cortesia, l’abitudine di chiedere sempre con gentilezza, e di rispondere grazie anche davanti ad un no disilluso, perché nulla ci è dovuto, e noi non dobbiamo nulla a nessuno. Come l’ho imparato? Camminando, sempre dritto, anno dopo anno. Vorrei che capissero quanto il mondo sia contraddittorio, pieno di persone pronte a schiacciarci ed altre a tenderci la mano, perché all’inizio fa male, all’inizio non lo si capisce. Si pensa che sia tutto perfetto. Vorrei che i miei figli guardassero la realtà, ma con il sorriso di chi è certo di portare con sè l’educazione. Non è cosa scontata, me ne rendo conto, e penso che sia un tesoro da difendere con i denti. 

Vorrei infine che i miei figli imparassero ad amare chi li ha messi al mondo, parlo io che sono figlia e tante volte sbaglio, tante volte non capisco i miei stessi genitori, e sogno magari di partire, di crescere, di volare. Non è facile essere figli, non è facile essere genitori. Bisogna comprendersi, venirsi incontro, superare gli attriti. Parlo da figlia e mi accorgo di come a volte la distanza appaia insuperabile, sarà per l’età, sarà per la generazione, ma è difficile ritrovare il ponte per abbracciarsi di nuovo. È difficile ma qualcuno deve farlo. Ci si sta male, quando si discute, parlo da figlia che a volte i genitori li fa impazzire. Perché ci sono segreti che con loro non condivido, perché si cresce ma per i genitori saremo sempre bambini, perché a volte prendo scelte un po’ folli, e la tentazione è di non farmi sbagliare, capita di allontanarsi a grandi passi l’uno dall’altro, capita di dirsi cose che non si pensano, brutte parole che feriscono. E poi, quanto è difficile, nessuno riesce a chiedere scusa. Vorrei allora che i miei figli imparassero a superare ogni conflitto, con me, madre, con il padre, e poi con gli amici, con le persone a cui tengono. Vorrei che imparassero a riconoscere i propri limiti, i propri errori, ad ammettere che qualcuno aveva più ragione di loro, a chiedere scusa alle persone. Una grande lezione che tanti adulti ancora devono imparare.

Alla prossima!

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16 pensieri su “30 Days Writing Challenge – Day 21

  1. Penso che tu, attraverso ciò che scrivi, lasci trapelare che hai dei genitori in gamba. E tu, hai buoni sentimenti e belle parole. Segno che il seme non è caduto lontano dalla pianta.
    Io, su una calamita attaccata al frigorifero, ho scritto col pennarello:
    Ridere spesso.
    Fare ciò che si ama.
    Credere nei sogni.
    Perdonare.
    Baciare.
    Pulire le scarpe.
    Ringraziare.

  2. E’ ancora presto ma le basi mi sembrano ottime! Poi è vero che ogni giorno è una battaglia, anche e specialmente quando si hanno figli, per mettere in pratica e non discostarsi (troppo) dalle teorie. Ma una buona base è un inizio felice 🙂
    Bella la lista di Emozioni!

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