Storia di Marco, un bambino con un tablet in mano

Al tavolo del ristorante si accomoda quella famiglia che pare, felice, quasi da cartolina, babbo, mamma, e il piccolo Marco. Marco ha quattro anni, quasi cinque, un bel bambino, di quelli che forse, camminando per strada, guarderesti ammirata. Capelli ricciolini, color cioccolato, due mani agili, e gli occhi… Gli occhi non lo so. Sono davanti a me, nel tavolo di fronte, e lui lo vedo, è seduto con i gomiti appoggiati al tavolo, un diplomatico in miniatura. Mi fa tenerezza. Ma tiene una cosa tra le mani, qualcosa che gli illumina il viso e nasconde il colore dei suoi occhi. Forse un cellulare, oppure un tablet, non saprei. Sono Marco. Ho cinque anni, e la mamma per farmi divertire mi ha dato questo. È un tablet. Non so come funziona. Fa luce, e ci puoi fare tanti giochi. Come la lampada di Aladino. Marco tiene lo sguardo basso, immerso in quel mondo virtuale che per un bambino non è che un sogno. Un bel sogno. Un sogno che ti cattura. Se ne sta zitto, isolato dalla sua famiglia, come rinchiuso in un barattolo di vetro. Gioca. Con le dita minuscole corre sullo schermo e costruisce, spara, lancia, vola, in un ripetersi di miracoli per lui straordinari. La mamma mi ha fatto vedere come si gioca. Mi piace ‘sta cosa, ci sono tante figure piccoline, qui, che se le premo si apre il gioco. Mi sembra di poter fare tutto. Marco non si accorge che è arrivata la minestra, è concentrato, rapito dalla tecnologia che ti investe e ti travolge, non si accorge nemmeno che la sua mamma gli bisbiglia distratta di mettere via. È rinchiuso nella cella delle novità attraenti, e degli sbagli che i genitori fanno, di chi pensa che il mondo sia uno solo, e che i bambini siano parte dello stesso pianeta degli adulti. È vero. Ma Marco non è un adulto. Ci gioco spesso con il tablet. La mamma me lo dà tutte le volte che c’è da aspettare e non so cosa fare. Mi dice di non romperlo, mi raccomando, perchè è prezioso. Marco è un bambino curioso, vuole andare oltre, ci sono delle icone che non ha ancora premuto, e i suoi pochi anni d’età lo pizzicano nello stomaco per la voglia di esplorare. Sfiora lo schermo un’altra volta, si aprono le foto della mamma, alcune immagini non le capisce, Marco, che conosce il mondo come si conosce un libro appena cominciato, non sa leggere quella parola, “stronza”, e neppure “sesso”, nè tante altre che forse un’amica della mamma le ha mandato per sorridere un po’. Non mi piacciono queste foto, non le capisco. Non sono colorate. Marco prova a premere da un’altra parte. C’è una scritta, “uccisa a vent’anni dal fidanzato”, e c’è un’immagine con troppo sangue per i suoi occhi, lo vedo che si allontana dallo schermo magnetico, impaurito da ciò che un bambino non dovrebbe vedere mai. La morte. Ma Marco è da solo dentro quel mondo virtuale di notizie, non sa che è successo davvero, che una donna è stata uccisa, che tante altre persone muoiono, lo vede ma non capisce. È piccolo, Marco, ma è curioso. Scova una lunga lista di messaggi colorati con tante figurine: li ha mandati la mamma alla sua migliore amica. C’è scritto il nome del mio papà, e poi che le ha fatto crescere le corna sulla testa. Non so cosa vuol dire, ma dice che papà le ha chiesto scusa ma lei non può perdonarlo. Però… a me la mamma dice sempre di perdonare. Marco legge inconsapevole quella vita che gli tenevano nascosta, e per la prima volta sente nel cuore il dolore di tanti aghi puntati nella carne viva. Suo papà ha trasformato la mamma in cervo. “Marco, adesso basta, metti via il tablet”. “Mamma, ma tu abiti qui dentro nel tablet?”.

Un bambino merita di sorridere all’aria aperta, non lasciamolo da solo davanti a un mondo imperfetto che non ha confini. Ai bambini date in mano ciò che è per i bambini.

Annunci

20 pensieri su “Storia di Marco, un bambino con un tablet in mano

  1. La cosa che dispiace è che manca sempre la via di mezzo. Perchè se è vero che la tecnologia aiuta molto e permette ai bimbi di avere stimoli nuovi e forti, di apprendere rapidamente tanto da arrivare all’asilo già in grado di contare e scrivere qualche parola, il rovescio della medaglia è l’abuso di questi “calmanti”.
    La vita è diventata più frenetica, il tempo sembra non essere mai abbastanza e a volte la famiglia è una facciata utile più a condividere i costi/abbattere la solitudine che non una vera e propria istituzione in cui credere, fondata sul rispetto, amore e tutti i valori che sarebbe bello trasmettere ai piccoli.
    Magari non tramite whatsapp.

    • Hai assolutamente ragione… sarà che le nostre dipendenze le trasmettiamo ai figli, perché per noi sembra tutto normale… e sarà che si cerca sempre la strada più facile in ogni cosa, anche nel tenere occupati i bambini… ma si finisce per esagerare… 🙂

  2. Ogni età ha i propri mostri, i propri tabù. I miei genitori mi proibivano i fumetti (che leggevo di nascosto) e guai a leggere a tavola. Lo stesso ho fatto io con i miei figli, con la televisione. I tablet e gli smartphone però sono molto più pericolosi, specie se possono accedere a cose non adatte all’età di chi ne fruisce…

    • Ho colto l’ispirazione guardandomi attorno e mi sono resa conto di quanti bambini siano come Marco… io sono cresciuta con l’abitudine che ha tavola si mangia e si parla, senza televisioni cellulari o altre distrazioni, e penso di essere fortunata, ringrazio i miei genitori per questo… è un peccato che tutto questo si perda… 🙂

  3. “Mamma ma tu abiti qui dentro nel tablet?” Mi ha colpito come domanda. Perché tutti noi ormai viviamo davvero dentro il dispositivo elettronico che usiamo(pc o tablet che sia,se non uno smartphone) lì dentro c’è molto di noi stessi. È una domanda per nulla banale!
    Speriamo che almeno i bambini riescano a vedere altro prima di finire per vivere nel tablet, malgrado la situazione attuale non prometta bene 🙈 Io non sono genitore non so onestamente cosa farei per arginare il problema ma spero che non si generino figli automi solo perché è impegnativo stargli dietro. Bisognerebbe sì crescere assieme alla tecnologia ma non con la tecnologia come tata 😌

    • Mi fa piacere, quella domanda volevo che rappresentasse il fulcro del post 🙂
      Mi sono accorta guardandomi intorno di quanto la tecnologia faccia parte di noi, io stessa nel mio cellulare ho molto di me, e non lo nascondo… con i figli è diverso, è forse in qualche modo ancora peggio, perché se non si insegna loro la strada, loro possono seguire quella sbagliata, e noi saremo occupati a guardare uno schermo fino a non accorgercene…

  4. E’ un problema.
    Mio figlio, 14 enne, ha spesso il cellulare in mano.
    Come evitare che cada in siti non adatti?
    Come fare perché non cada in tentazioni più grandi di lui?
    Certo, c’è l’esempio, ci sono gli insegnamenti, ma poi lui li ascolterà? Li seguirà?

    • In questo caso forse la sola soluzione è avere fiducia, spiegare ai propri figli sempre più a fondo ciò a cui vanno incontro e fidarsi di loro… non è facile, me ne rendo conto, i pericoli sono tanti e molte volte non dipendono nemmeno del tutto da loro…

  5. come spesso accade le scoperte e le invenzioni sono soggette ad un uso ma anche ad un abuso;
    non sono positive oppure negative a prescindere dagli umani che ne entrano in contatto o che le utilizzano, lo diventano grazie oppure a causa loro …
    una mamma in difficoltà ma comunque ingiustificabile …

    ciao 🙂

  6. Purtroppo un bambino che chiamerò Marco, non mangiava quasi più er giocare con il tablet….ovvio che sta facendo un corso di recupero psicologico.
    Secondo me è la madre e il padre che lo dovrebbero fare il percorso…

  7. Hiya very nice website!! Man .. Beautiful ..
    Amazing .. I’ll bookmark your web site and take the feeds also?
    I’m happy to seek out so many useful info here in the submit, we need develop more strategies on this regard,
    thanks for sharing. . . . . .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...