Domanda della settimana 

Hai mai provato la sensazione di aver fatto qualcosa di assolutamente giusto e bello per qualcuno?

Io sì. In occasione del compleanno di un’amica. Di un’amica speciale ed importante, che non voleva festeggiare. Mi dicono in tanti che io faccio ridere, che ho una battuta elegante, che ho sempre il sorriso e le parole giuste per far alzare le persone dalla sedia, sarà così, io non lo so, perché con certe persone non riesco ad esprimere nulla tranne il silenzio. Ma ho deciso che le avrei fatto il mio regalo, l’avrei convinta a credere nell’amicizia, nonostante una persona a lei cara l’avesse fatta soffrire. È che non posso sopportare chi calpesta un’amicizia, ho visto gente farlo e sono stata zitta, ma con lei è diverso. Non è sempre facile capire cosa sia più giusto fare, forse lei avrebbe voluto non fare niente, quella sera, lasciar scorrere il suo compleanno come fosse un giorno normale, ma c’ero io con il mio entusiasmo e la mia determinazione, tutta quella che sono riuscita a raccogliere dentro di me. L’ho donata per lei. Per convincerla che certe persone non si rendono conto del male che fanno, ma non per questo dobbiamo lasciarci vincere, abbattere dalla delusione. Mi ha scritto grazie. “Hai fatto bene a convincermi, alla fine mi sono divertita tanto. Grazie mille Gio“. Ecco, sono quei momenti in cui ti senti quasi un eroe. Perché non pensavo forse nemmeno io che le cose sarebbero andate così, non pensavo che sarebbe stata una serata memorabile, e invece abbiamo riso, abbiamo brindato, abbiamo scherzato e parlato sedute ad un tavolo, ed il nostro bicchiere di Sex on The Beach ha tintinnato come da tradizione. Per il suo regalo, ho messo i soldi. L’idea, il pacchetto, non c’era niente di mio. E lo so che avrei dovuto fare un gesto in più, lei che lo merita, più di chiunque altro. Ma il mio regalo è stato esserci. Fare e dire quello che tante volte avrei voluto dicessero a me, facessero per me. Ho alzato la voce, ho alzato le dita, ho alzato l’intero braccio perché fosse contenta, almeno per una sera, perché non credesse che la vera amicizia ti può abbandonare così. Ho sperato fino all’ultimo che nemmeno si ricordasse di quando l’abbiamo incontrata per strada, e non è più riuscirà a dire una parola. Ormai la conosco, conosco il suo sguardo, conosco quando cerca di ridere ma c’è qualcosa che la blocca, era la delusione, l’aver capito un’altra volta che le persone possono cambiare, o voltare pagina e aprirsi con un colpo di scena. Un poco credo di essere stata una sorpresa anch’io. È grazie a lei se sta succedendo tutto questo. Ho sempre camminato sul fondo della fila, dietro un muro umano di persone, che muovevano le gambe a ritmo con l’orologio. Mentre ho trovato l’entusiasmo, il coraggio di afferrare anche le situazioni più effimere, e fare di tutto per trasformarle in momenti speciali, anche quando nessuno pare crederci, anche quando tutti mi guardano come chi lotta contro il ferro con un pezzo di legno. Ma siamo due amiche testarde, io di un passo di più. Non ho organizzato la sua festa, non ho pagato il mio Sex on the beach, ma l’ho presa per mano prima che buttasse tutto all’aria, perché non voglio perderla mai, e un’amica del genere non la si incontra tutti i giorni. Forse lei ha bisogno di me, ed io allo stesso modo ho bisogno di lei, è così che funziona. Ma la gioia di vedere che qualcosa di buono lo hai fatto, qualcosa che anni prima non ti saresti mai sognata di fare, ecco… è bellissimo. Lo rifarei, mille volte, anche a costo di litigare, perché quando voglio davvero una cosa non guardo più in faccia nessuno. Sono fatta così, ma sono tanto sensibile a certe cose. Ci sono rimasta male perfino io. Un’amicizia scambiata al baratto con una festa in discoteca. Ho provato la sensazione di aver fatto qualcosa di assolutamente giusto e bello quando l’ho guardata negli occhi, e le ho detto “È la tua festa, devi festeggiare come preferisci tu“. È una sensazione di amore, di utilità, di consapevolezza del proprio ruolo sociale, tanto grande che non ho più smesso di cercare di realizzare qualcosa di veramente giusto e bello per gli altri.

E voi, avete mai provato la sensazione di aver fatto qualcosa di assolutamente giusto e bello per qualcuno?

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32 pensieri su “Domanda della settimana 

  1. nel tuo caso il regalo, la cosa giusta che dà gioia, era esserci. ed è bello così.
    Altre volte invece la cosa giusta è non esserci, fare un gesto che ripiani un’ingiustizia, ma non apparire, che non si possa risalire a te. L’interessata non avrà nessuno da poter ringraziare se non il mondo che per una volta è stato benevolo. E tu la puoi guardare con orgoglio e sentirti “mondo”
    🙂
    ml

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