Domanda della settimana 

Raccontati con i piedi.

I miei piedi son vivaci, non c’è che dire. Sono una parte del mio corpo che non disprezzo per niente, specie quando sono racchiusi nelle mie scarpe preferite. Mi piace che si veda il calzino bianco, la caviglia color carne, mi piace nascondere i lacci in modo che scompaiano, come una magia. Con i piedi ho spesso percorso strade, sull’asfalto bollente, o tra l’erba e le margherite, un sentiero di montagna, o un ponte in bilico sull’aria. Con i piedi ho corso, io in ritardo, dietro gli autobus, dietro le porte in chiusura, dietro le persone voltate di spalle, qualcuna per rabbia, qualcun’altra per divertirmi. Sono inciampata sui miei stessi piedi intrecciati assieme, ho lasciato sulla terra qualche goccia di sangue, e un po’ di rancore contro chi ha fatto di tutto per farmi cadere. Con i piedi salgo le scale ogni giorno, gradino dopo gradino, come una scala infinita che rappresenta la mia storia, e ogni giorno mi sembra sempre la stessa melodia, ogni gradino uguale, eppure si cambia. Sempre. Con i piedi salto e corro quando le emozioni bussano nel mio petto, e spingono per uscire, quando non riesco a rimanere ferma a guardare il mondo, voglio uscire, voglio sentirmi libera, come chi impara a volare. I miei piedi hanno assaporato tante volte il gusto della sabbia bagnata, del mare tiepido d’agosto, hanno percorso chilometri, affondando con il tallone tra la schiuma delle onde più fragili, hanno nuotato, dimenandosi per la paura folle delle meduse, hanno calciato i palloni davanti al bagnino incavolato, perché giocare è proibito sul bagnasciuga. I miei piedi ribelli hanno camminato nudi in piscina, rischiando di scivolare, e quando a scuola ho imparato i segreti delle immersioni subacquee, i miei piedi sono scomparsi dentro un paio di pinne rigide e strette. Non hanno mai saputo pedalare a dovere, su quella bicicletta oggi impolverata, timorosi di perdere l’equilibrio così sollevati da terra, e non hanno nemmeno mai amato quei mezzi a due ruote apparentemente mortali: una paura infantile, che rimane a intrecciare le caviglie prima di piegare le ginocchia. I miei piedi cercano continuamente nuove posizioni, quando a scuola il banco è troppo basso, la sedia troppo alta, e mi ritrovo ad appoggiarmi sfidando la fisica in tutti gli angoli più nascosti. A volte pestano, a volte vengono pestati, a volte finiscono su qualche merda lasciata in giro, ed io inveisco, perché il pensiero mi ha già fatto risalire la colazione fino all’esofago. Ho piedi che si stanno lentamente abituando a manovrare i pedali di un’auto, determinati a riuscirci, a non avere mai paura, nonostante spesso mi si dica che dovrei accelerare di più. Piedi che hanno saltato sui tappeti elastici, sul campo da tennis, nella palestra della scuola, piedi che hanno indossato pattini, scarponi da sci, stivali di gomma e ciabatte pelose, sempre con una dignità fuori dal comune. Si sono arrampicati tra rocce e tronchi d’albero, inseguiti da una madre preoccupata e un padre fiero, si sono nascosti per sfuggire e sporcati quando al parco di giocava a piedi nudi. Sono stati anche fasciati, di certo non sono di armatura piombata, e al mare sono stata punta da uno strano pesce malvagio, che ricordo tutt’ora. I miei piedi hanno una storia, che s’intreccia con la mia, e cammino portandoli appresso come si mostra una borsa di Prada, con le mie scarpe preferite, lottando per non essere calpestati. Li fotografo, sì. Perché nelle mosse, nelle posizioni articolate dei miei piedi ci sono anch’io, stanca quando sono stanchi, agile quando corrono, e se un giorno non riuscissi più a seguirli, vorrà dire che resterò a guardarli da lontano, nei ricordi di quando ancora sulla strada non mi fermava nessuno.

E voi, raccontatevi un poco con i vostri piedi!

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26 pensieri su “Domanda della settimana 

  1. Raccontarsi con i piedi? Devo dire la verità il tuo post è decisamente completo ed esaustivo… I miei piedi mi accompagnano da una vita, mi sostengono, supportano e sopportano… Percorrono chilometri ogni giorno, e ne sono felice, perché i mezzi pubblici, fortunatamente, non portano sotto lavoro o casa quindi si devono muovere… Incontrano ogni giorno altri piedi senza avere l’occasione e il tempo di poter scambiare chiacchiere che eviterebbe loro di sentirsi soli e/o solitari… I miei piedi sono me, mi rappresentano e mi portano… Prima o poi credo che quando si stancheranno di me mi daranno un calcio nel di dietro. Si stanno organizzando per farlo ma oggettivamente, al momento, hanno delle inevitabili difficoltà logistiche….

    • Beh mi fa piacere, grazie! Mi sono sorpresa da sola con questo post 😅 Mi piace il tuo commento, credo ora di conoscere perfettamente te e i tuoi piedi :))

      • Eheheh grazie… io mi stupisco dei miei come il 29… mi sa che m devo fermare…

  2. Partirei col dire che ho la fobia dei piedi, bleah! Orrore. Non ne parlo spesso, non li guardo, odio le pubblicità che li mostrano o se appaiono nei primi piani dei film chiudo gli occhi! Detto ciò, sono grata di averne due funzionanti che mi accompagnano nelle strade che percorro, sempre a passo svelto, quasi marziale. Qualche volta mi fanno inciampare e finiamo addosso a qualcuno. Altre volte li trascino strusciandoli a terra perché mi dà noia alzarli e mi lancio scivolando sul pavimento. I miei piedi son strani perché son doloranti se indosso le scarpe da ginnastica ma sono a loro agio se ho gli stivali con il tacco alto di 10 cm, mi portano in giro più in fretta, chissà perché… I miei piedi non hanno mai lo smalto alle unghie abbinato a quello delle mani perché siamo eccentrici anche in questo. Hanno imparato da soli il movimento giusto per nuotare, niente lezioni, e poi adorano i calzini antiscivolo, quelli dei bambini, ché camminare scalzi ci dà da sempre l’idea di esser più veloci. I miei piedi sono abituati a stare incrociati sotto le mie chiappe, a esser poggiati in posizioni scomode o messi per aria e questo perché non sto mai seduta composta, mai. Con i miei piedi cammino sempre sulle punte e il tallone non tocca mai terra. Se invece sono ferma in piedi li posiziono sempre storti, un po’ a papera. Quando sono nervosa non stanno mai fermi, sono sempre in movimento, dondolano in maniera frenetica. Questi sono i miei piedi e non avrei mai pensato che ci fosse qualcosa da dire a riguardo. Grazie per la smentita 😀

    • Sono a loro agio con i tacchi? Spiegami il tuo segreto! 😅 Non sto mai seduta composta nemmeno io, pensa che il più delle volte quando studio passo dal letto alla scrivania al letto alla scrivania, ininterrottamente 😀
      Devo dire che mi sono sorpresa da sola con questo post, ma la tua risposta é stata davvero densa :))

      • Ovviamente non tacco a spillo 10 cm, uno bello comodo, però noto che in altezza sto meglio. Non so perché😅 con le scarpe da ginnastica i miei piedi se ne tornano doloranti.
        Comunque io quando studio alterno scrivania- pavimento: mi trovi sdraiata, a gambe per aria, pancia in giù, in su, poggiata col libro sulla sedia… ahahah sembro indemoniata!

  3. I miei piedi, quando sentono la musica, adorano muoversi a tempo.
    Sul lavoro son sempre costretti in zoccoli di plastica , che però, per renderli più contenti, li ho acquistati di un bel rosso brillante.
    Non amo camminare, ma quando vado in piscina a nuotare, si divertono tantissimo!
    In estate amano indossare le infradito ed impazziscono a sentire la sabbia. Per rilassarmi un pediluvio ed un massaggio, e loro, si addormentano felici.

  4. Li hai fotografati più di qualche volta…li ricordo, anche un post di tantissimo tempo fa parlava delle scarpe….i miei piedi? Magri , alla greca (dicono), mi piace ballare …quindi non stanno mai fermi 🙂

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