Domanda della settimana 

Televisore ai pasti: a favore o contro?

Decisamente contro. Sarà che sono stata abituata così, a sedere a tavola in famiglia, a raccontarci la nostra giornata durante la cena, a ridere e scherzare rischiando di soffocarci con l’acqua. Nella mia cucina non c’è mai stato un televisore. Nemmeno quando ho cominciato a prepararmi il pranzo da sola, nemmeno quando avevo la febbre e dovevo stare a casa da scuola. Mai. Vedo, oggi, una schiera di automi, ipnotizzati dai programmi televisivi, a qualsiasi ora del giorno. È come un sottofondo musicale, una colonna sonora associata a quelle mura, un’esplosione di colori a volte rosso sangue, altre volte blu cobalto, altre ancora verde acceso. Vedo famiglie che non parlano, famiglie che non riescono quasi a guardarsi negli occhi, nonostante siano seduti l’uno di fronte all’altro. Vedo bambini incapaci di comunicare, bambini che non mangiano senza uno schermo davanti agli occhi, come se il cibo venisse in secondo piano. Per me i pasti sono sempre stati importanti. Erano speciali, perché la sera mio padre tornava a casa dal lavoro, e insieme si parlava di tutto, dei progetti futuri, delle avventure del giorno, delle pietanze preferite. Il televisore mi ha sempre distratta. Dopo poco il silenzio si fa pesante, e non riesco a fare a meno di interromperlo, anche solo con una frase lanciata al vento, così, dal nulla. Il televisore ai pasti ha salvato un poco la vita di chi è rimasto solo, l’ho visto. Ma non riesco a concepire chi ne ha fatto un’abitudine, senza televisore non riesce a stare, senza il telegiornale delle otto non va a dormire, senza la telenovela non può proseguire la giornata. Non è quello il mondo reale. Forse il vero problema è che oggi, la televisione è ovunque. Cellulari, tablet, computer, gli schermi ci circondano come muri di ferro, non possiamo uscirne, ma in qualche modo possiamo cercare gli sguardi, quelli veri, quelli delle persone vere. E le televisioni nascondono tutto questo, dietro un mondo costruito a tavolino, per catturare la nostra mente e la capacità di parola. Sembra bello, sembra utile restare per ore davanti alle immagini in movimento. Ma si perde giorno dopo giorno il dialogo, quello vero, che stringe i rapporti nell’intimità dei pasti in famiglia, e si condivideva, un tempo, quelle piccole perle con le persone care, ma oggi, oggi è tutto vuoto e silenzio: in sottofondo soltanto la sigla dei cartoni animati, perché i bambini altrimenti non impugnano la forchetta. Mi domando se un giorno impareranno mai. Non è soltanto colpa dei più piccoli, se oggi la cucina è innanzitutto un televisore. Non è colpa dei più piccoli se qualcuno li ha immersi in un oceano di finzione, lasciandoli lì, abbandonati a se stessi, con lo sguardo perso e le palpebre che non si abbassano mai. Inutile cercare quel passo indietro, quel cammino sbagliato, per tornare al punto di partenza e ricominciare. Gli errori sono stati tanti, e quei bambini che gridano all’ingiustizia se il televisore resta spento, sono vittime, vittime inconsapevoli, del potere universale che gli schermi hanno su di noi. 

E voi, siete a favore o contro il televisore ai pasti?

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29 pensieri su “Domanda della settimana 

  1. Noi mangiamo nella sala, e in fondo c’è il televisore, spesso a cena è acceso, ma è come se non lo fosse, difficilmente gli prestiamo attenzione, salvo non sia successo qualcosa di particolare 😉

  2. Concordo su tutto. Io il televisore in cucina ce l’ho ma lo guardo pochissimo. Mio figlio, da bambino, non ha mai saputo che la mattina c’erano i cartoni animati… mentre tutti i suoi amichetti facevano colazione guardandoli! Ma non mi sento una mamma cattiva… Io anche la sera, dopo cena, preferisco ascoltare la radio, in TV non trovo mai niente che mi piaccia.

    • Non sei stata per nulla una mamma cattiva anzi, hai fatto il suo bene, come i miei genitori… lo capirà sicuramente, e se anche non dovesse succedere sarà cresciuto con un valore in più 🙂

  3. Noi a pranzo/cena la TV la teniamo accesa per ascoltare il telegiornale. Questo non ci preclusde la possibilità di parlare tra noi.
    E poi è ora di sfatare un mito: parlare a tavola. A tavola si mangia, non si può parlare in altre occasioni? oppure l’unico momento familiare per confrontarsi è a tavola?

    • Beh parlando per esperienza personale, la tavola è uno dei momenti privilegiati per parlare, mio padre esce presto e torna per l’ora di cena, lo vedo poco e solo la sera e nei weekend quindi… a casa mia si mangia e si parla, a costo di rimanere a tavola più a lungo del necessario 😉

  4. Al giorno d’oggi, sarebbe più opportuno proibire i cellulari. 🙂
    Ai miei figli avevi proibito il televisore all’ora dei pasti. Mia madre invece mi proibiva di leggere a tavola…ogni epoca ha le sue “proibizioni”…

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