I tempi delle cose – Seconda parte

La pazienza non è la capacità di aspettare, ma la capacità di mantenere un atteggiamento positivo mentre aspetti

(Joyce Meyer)

Sembra quasi facile, ma i secondi che scorrono, lo sguardo che insegue le lancette dell’orologio, sono una fonte inestimabile di paura, di angoscia, di timore che la vita finisca da un momento all’altro, prima che cambino le cose. Perché possiamo anche combattere e lottare per ciò che sogniamo, ma il mondo ha dei tempi tecnici da rispettare, è una catena di rapporti intrecciati come un gomitolo di lana, e non passa giorno senza che qualcuno rimanga deluso dalle proprie aspettative, ma chi ha pazienza, ecco, chi riesce a credere nel senso del tempo che passa, forse arriverà più lontano. Dice Milly Galati: “Non bisogna volere tutto e subito. Saper aspettare è una grande cosa“. Perché quando si desidera ardentemente qualcosa si tende ad accontentarsi di tutto, e non ci si ferma neppure a guardare se l’occhio non è stato ingannato, si prende e si intasca l’apparente realizzazione di un sogno, e non v’è possibilità di cambiarlo. Saper aspettare è una grande cosa, ma anche una delle più difficili. Bisogna riuscire sempre a pensare che ogni secondo potrebbe essere quello buono, e nella frazione di quel secondo superare ogni sconforto, e guardare avanti come si guarda un orizzonte infinito durante il tramonto, con il piacere nel cuore e la mente persa oltre i confini. Se ci sembra trascorso troppo tempo, vuol dire che non aspettiamo più. Perché l’attesa è come una vacanza, la capacità di sedersi ed aspettare che i semi seminati diano il loro frutto, è fermarsi ed osservare il proprio operato con occhi critico, senza quella frenetica tentazione di controllare ogni cosa, di accelerare ogni processo, perché siamo uomini, e il tempo è fuori dal nostro controllo.

Non abbiamo bisogno di affrettarci. Se qualcosa deve succedere, succederà. Al momento giusto, con la persona giusta e per la ragione giusta

(Tyga)

E’ solo quando tutto raggiunge il suo equilibrio che i risultati arrivano. A volte è necessario sopportare mesi di siccità, o superare gli effetti di una pioggia torrenziale, è possibile che tutto il nostro agire venga distrutto nell’attesa, e vuol dire che forse qualcosa è andato storto. Così, sospesi sul mondo, prede delle nostre stesse ansie, siamo quasi più vulnerabili, perché in mano non abbiamo niente, perché abbiamo già dato tutto, e resterebbe soltanto il sangue, ma quello può soltanto far naufragare i sogni, a nessuno concede di realizzarsi. Non lo so, forse ci sopravvalutiamo, pensiamo di essere infallibili, ci aspettiamo di ottenere tutto e subito, senza interrogarci su quante persone abitino il mondo, e combattano come noi, nello stesso tempo, con la stessa voglia ed energia. Le cose belle arrivano, è un dato di fatto. E’ concessa a tutti una possibilità, a volte, due, tre, dieci, cento, mille, l’occasione da afferrare al volo per essere felici, ma bisogna essere capaci di vederla, di alzare gli occhi al cielo dimenticando ogni impegno materiale, di scorgere l’angolo della pagina per poterla voltare leccandosi le dita. Non è soltanto la fretta che ci impedisce di realizzarci totalmente, c’è qualcosa, in noi, forse la paura, o il pensiero che ci sia sempre qualcosa di importante da idolatrare, ma ha ragione Ferzan Ozpeteck quando dice “Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quanti. Quante frasi non dette, quanti sguardi non ricambiati. Molte volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno“. E se non siamo in grado di vedere tutto questo, che fa parte anche di noi, della nostra vita, della nostra storia, come possiamo scorgere quelle minuscole gocce d’acqua che sul terreno possono far nascere un’enorme pianta?

Dice un proverbio arabo: “Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo“. Perché non possiamo sapere quando le cose belle accadranno veramente, e allora non ci resta che aspettare, affidarci alla nostra fiducia cieca nelle possibilità, e smetterla di essere arrabbiati con il passato monotono che abbiamo trascorso nell’attesa, non è stato inutile, ma soltanto un tempo impiegato per costruire il futuro. A nulla serve rinnegare qualche passo mosso nella direzione sbagliata, o la fretta che ci ha portati ad allontanarci nel bosco, a perderci tra le strade tutte uguali, a sfuggire dalle cose belle che sarebbero accadute se non. Ecco, è quel “se non” che spesso ci fa stare male. Perché siamo bravissimi a rimpiangere, dopo aver corso per il mondo per tutta una vita, quel tempo che non abbiamo dedicato a noi stessi, ad aspettare per noi stessi. Sarà che siamo forse troppo veloci rispetto agli equilibri celesti, abbiamo accelerato anno dopo anno, secolo dopo secolo, cerchiamo scorciatoie, costruiamo macchine in grado di correre più forte di noi, e nemmeno ci accorgiamo di come tutto questo renda le cose precarie. Il per sempre va conquistato, e il solo modo per ottenerlo è dimostrare di aver capito l’importanza di ogni secondo di vita.

Per chi sa aspettare c’è sempre un meraviglioso arrivo. Le cose belle hanno il passo lento

(Antonio Cuomo)

Non hanno solamente il passo lento, ma la capacità di riempirti il cuore, soltanto se noi siamo in grado di aprirlo.

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