Prima prova di maturità 

E che italiano sia. Non so ancora se farò il saggio breve, l’analisi del testo o la rischiosa traccia di cultura generale. Non so se uscirà Saba o Pirandello. Non so se sono pronta. Ma é giunto il momento di tornare sui banchi, quelli della scuola, tutti in corridoio senza nemmeno guardarci in faccia, e scrivere, scrivere come so fare, scrivere cercando di dare tutto in sei ore. Si può fare. Penso a quanti altri maturandi saranno svegli, adesso, stringendo il vocabolario, o magari in preda all’isteria, a cercare la mappa concettuale della tesina da consegnare, la carta d’identità a brandelli, le penne con ancora un po’ d’inchiostro. La prima prova è così, arriva senza farsi sentire, ti cattura, ti fa sentire minuscolo davanti ad una scalata enorme, e tu che soffri anche di vertigini, guardi il versante della montagna e ti domandi “Finirà?”. Sì, finirà. Finirà prima di quanto tu creda.

In bocca al lupo a tutti i maturandi di questo 2017, dovevo farlo, perché il mio altruismo mi fa pensare che su questa barca, su questa nave da crociera inattaccabile, non ci sono solo io. Ci siamo tutti, chi é impassibile, chi trema come una foglia, chi ride, chi piange, chi urla con la faccia nel cuscino, chi vorrebbe rompere tutto, chi vorrebbe scappare, chi torna dal mare, chi da una notte insonne, chi ha caldo, chi non si accorge nemmeno delle temperature, chi prende dieci caffè, chi compra dieci bottiglie d’acqua, chi controlla i bigliettini nelle scarpe, chi spera in un ventilatore, chi corre perché anche oggi è in ritardo, e chi invece nel dubbio é arrivato alle cinque di mattina, chi siamo noi, oggi, se non i protagonisti del viaggio? Un viaggio che sta per finire, un viaggio che ci ha portati fino a qui, fino agli esami di maturità, fino alla prima prova, quella di italiano. E quindi buona fortuna a tutti, e portiamo a casa un altro traguardo, un altro passo, un altro ricordo del viaggio attraverso cinque anni della nostra vita.

Maturità 2017, io sono qui, con il vocabolario in mano 

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36 pensieri su “Prima prova di maturità 

  1. In bocca al lupo! E visto che scrivi di vertigini, mi è venuto in mente Jovanotti che cantava “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”…

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