Il tempo delle cose – Quarta parte

Che le cose siano così non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare

(Giovanni Falcone)

Bravissimi tutti, e del resto non lo biasimo, a disquisire sui mali dell’universo standosene seduti in poltrona senza muovere un dito. E’ cosa semplice, che ci fa sentire colto. Ma diverso è alzarsi, uscire di casa, e combattere per rendere il mondo un posto migliore. Richiede tempo da investire, energie da spendere, a volte anche per gli altri, per rinnovare noi stessi, per migliorare il nostro cerchio di mondo conosciuto, per riparare certi squarci sanguinanti.

La frase più pericolosa in assoluto è: abbiamo sempre fatto così

(Grace Murray Hopper)

E’ pericoloso credere che le cose non possano cambiare, adagiarsi sul passato e riproporlo a noi stessi come un film già concluso, di cui fingiamo di non conoscere il finale. E’ pericoloso pensare di essere noi stessi immutabili, come se vi fossero scelte, risposte, azioni programmate che non siamo in grado di gestire, come se la nostra vita dipendesse da un copione datoci dall’alto, come se fosse vietato improvvisare.

Dobbiamo sempre provare a cambiare, a rinnovarci, cercare di ringiovanirci, altrimenti diventiamo solo più duri

(Johann Wolfgang Goethe)

Non dico che sia semplice, non è semplice nemmeno capire da dove cominciare, ma nella fretta in cui viviamo dovremmo trovare il tempo per fermarci, sederci, riposarci, pensare. Non è vero che bisogna accettare tutto, che il tempo guarisce qualsiasi ferita, il tempo è imprevedibile, un po’ come le nuvole, non sai mai se porterà la pioggia il sole, non sai quali conseguenze trascinerà con sé, e sì, magari a volte guarisce davvero, ma altre volte potrebbe essere un peso, come un mattone che piomba sulle stesse ferite fresche, e fa ancora più male.

Il tempo può risolvere molti problemi, ma quelli che il tempo non può risolvere, li dobbiamo risolvere da soli

(Haruki Murakami)

Forse sbagliamo quando ci affidiamo esclusivamente al tempo, come se la sofferenza si facesse persona, e una mattina decidesse che è tempo di partire. Non decide il tempo che cosa fare della nostra vita, quando piangere o quando cercare di essere felici, il tempo è qualcosa che ci viene dato e a volte ci viene tolto, presto, tardi, è tutto relativo, spesso non ci sembra mai abbastanza, più ne riceviamo e più ne pretendiamo, come se ve ne fosse all’infinito per noi. E lo sprechiamo, quante volte lo sprechiamo! Con le persone sbagliate, nei luoghi sbagliati, nel modo sbagliato, facendo le cose più sbagliate, lo sprechiamo senza rendercene conto, perché siamo abituati a pensare che dopo ogni secondo ve ne sia subito un altro. Si rimandano vecchi progetti, un po’ come chi, durante i pasti, lascia la parte più buona per ultima, auspichiamo di finire il nostro tempo al meglio, con i fuochi d’artificio, e trascorriamo ore a contemplare le lancette dell’orologio, senza prendere mai una decisione, senza aprire la porta e lasciare entrare la vita.

Coloro che fanno l’uso peggiore del tempo sono i primi a lamentarsi della sua mancanza

(Jean de La Bruyere)

Chi discute con i propri nemici per il desiderio di trionfare; chi giudica gli altri ma non rivolge mai lo sguardo a sé stesso; chi cerca sempre una scusa, una giustificazione, e mai un risultato; chi trascorre le proprie giornate nella monotonia e nella noia, nel silenzio, nella muta solitudine autoindotta; chi non condivide per paura di essere derubato; chi vive nel timore di perdere, e quindi non combatte mai; chi vive nell’ansia di cadere, e quindi non si alza mai. E’ come se il tempo fosse soltanto un accessorio da indossare per dimostrare, a chi?, forse agli altri, forse a noi stessi, dimostrare che siamo vivi. Ma nonostante tutto sentiamo che ci manca qualcosa. Diciamo che ci manca il tempo di fare, di dire, di ascoltare, e  non ci accorgiamo che perfino i pianti e le infantili lamentele ci sottraggono gli anni. Seneca ha scritto un’intera opera su questo: “De brevitate vitae” (La brevità della vita).

Non accipimus brevem vitam, sed fecimus, nec inopes eius sed prodigi sumus” (Non riceviamo una vita breve, ma tale l’abbiamo resa, e non siamo poveri di essa ma prodighi)

Leggo ancora: “Vivete come destinati a vivere per sempre, mai vi viene in mente la vostra precarietà, non fate caso a quanto tempo è trascorso“. Lo diceva Seneca, e chissà quanti altri prima di me hanno constatato che i rimpianti per tutti quei “non” che affollano la nostra testa, ecco, fanno male. Eppure ci sembra sempre tutto lontano, irraggiungibile, come se dopo ogni curva la strada proseguisse per chilometri.

Goditi ogni minuto del tuo tempo perché il tempo non ritorna. Quello che ritorna è solo il rimpianto… di aver perso tempo

(Vera Santoro)

Non siamo abituati a pensare che ogni minuto potrebbe essere l’ultimo, no. Siamo abituati a pensare che ogni minuto può essere considerato il primo di tanti, eccetto uno, l’ultimo, lontano da noi come il sole. Sistemiamo i regali degli altri nel cassetto, risparmiamo soldi in banca, sogniamo viaggi in giro per il mondo e li scriviamo in una lista, e nel mentre il tempo passa: è vero che passiamo più tempo a pensare a come impiegarlo che a viverlo davvero. Ma l’unico dono che non possiamo ricevere è il tempo stesso. Ciò che è perduto, è perduto. Ciò che è rotto, è rotto. Ciò che non abbiamo realizzato, non sarà realizzato mai. Ci sono parole, gesti che rimandiamo pensando al domani, eppure ci sono ferite che non guariscono mai, paci mai stipulate, abbracci mai dati, confessioni tenute segrete per sempre.

Parlatene, parlatene sempre, perché i silenzi diventano pietre e le pietre diventano muri e i muri diventano distanze incolmabili

(Serena Santorelli)

E’ questo che fa il tempo. Fossilizza. E a volte rimaniamo fossilizzati anche noi. Scrive sempre Seneca: “Se ne va dunque la loro vita in un abisso, e come non serve a nulla cercare di riempire un vaso, se manca un fondo che riceva e tenga quello che ci metti, così non ha importanza la quantità di tempo concessa, se non c’è dove si depositi“.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...