Orale di maturità 

È l’ultimo scoglio. Il più affilato per le persone timide. L’ultimo passo che devo fare, io, la prima di tutta la mia classe, senza sapere che cosa devo dire, se devo stringere la mano ai commissari, se devo dire buongiorno e arrivederci, niente. Ricordo il mio orale di terza media: alle due del pomeriggio, io da sola, con le porte chiuse, perché allora non avrei mai sopportato nessuno alle mie spalle. Dopo cinque anni, lo voglio. Voglio quelle persone dietro di me, voglio che mi accompagnino ancora, fino alla vera e propria fine di questo percorso. È finita. Dopo il colloquio orale, è finita. 

Prima prova: 15/15

Seconda prova: 14/15

Terza prova: 15/15

Potrei raggiungere il 100. Forse. Chi lo sa. È una responsabilità che mi porto dietro, consapevole di aver fatto il possibile, di aver studiato ma anche respirato ossigeno, musica, sapore di cloro, sono consapevole di aver dato ciò che avevo, e di non poter cambiare il mio carattere, o cancellare le mie paure. Paradossalmente mi preoccupa l’esposizione della tesina, io da sola, in piedi, davanti ad una schiera di laureati professori. Ho esattamente dodici minuti a disposizione. Dodici minuti che volano via come fossero niente. Ma nello stesso tempo ho voglia di godermi il momento, il mio orale, il primo, quello che non mi ricapiterà più nella vita, l’orale di maturità. È una specie di grande spettacolo conclusivo, il coronamento di un percorso che mi ha dato tante delusioni ma anche tante soddisfazioni. Gli scritti sono stati un bagliore meraviglioso. Perché non mi aspettavo di essere io. Io? Davvero io? Quella con i risultati migliori? Mia madre ha cominciato ad abbracciarmi come impazzita, ed io ancora nemmeno ci credevo. Questo orale voglio che sia bello. Vorrei che fosse bello. Consapevole che ci sono cose che non ricordo, ed è normale. Vorrei trovare la sicurezza prima di entrare, e poter gestire ogni secondo con calma e serenità, ma so già che l’ansia non mi lascerà mai.

Soltanto fino a ieri sera ero felice. Felice davvero, a ridere con le amiche senza pensare a niente, come se non avessi l’orale il giorno dopo. Poi ci si sveglia e ci si rende conto che alle otto i professori ti aspettano, e mezz’ora, un’ora dopo, tutto sarà finito. La scuola, il liceo, i libri, i banchi traballanti, quelle mura, quelle gradinate, quei corridoi, quelle brioches del bar che distribuivano durante gli scritti, tutto. Tutto finito. E posso dire, adesso, che sono felice? Che non vedevo l’ora? Che voglio correre a vendere i libri, fare un giro per negozi durante i saldi, e partire? Posso dire che, 100 o non 100, la mia partita l’ho giocata, e allora che l’orale abbia inizio, sono pronta, fino all’ultimo secondo, a liberare me stessa. 

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36 pensieri su “Orale di maturità 

  1. Dai Pennina su’ su’
    Ultima fase poi ci offri da bere e ci ubriachiamo tutti abbracciandoci e congratulandoci con te cantando questa

    😊😊😊😘😘😘

  2. Stupendo leggere il tuo entusiasmo le tue riflessioni e Sì sta è la fine ma al contempo l’inizio di una nuova vita ^_^
    Un abbraccio grande ❤
    ps: e che 100 sia 😉

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