Saremo noi diverse?

E poi boh, è come se l’umanità intera avesse smesso di ragionare. Un encefalogramma piatto ovunque. E tu lo sai. È che siamo quella minuscola parte della società che tende a sottomettersi, quel piccolo ecosistema che vorrebbe veder la pace regnare ovunque, essere tutti amici e felici, siamo illuse? Forse, ma io ci credo. E non riusciamo a mandare a quel paese nemmeno chi ci tratta come stracci da pavimento, ma spalla contro spalla andiamo avanti, io che insegno a te, tu che insegni a me, e insieme costruiamo e percorriamo strade che forse da sola non avrei il coraggio di affrontare. Quando vorrei solo gridare, o prendere a pugni il muro, ci sei tu con la tua risata ed il tuo sguardo buono, tu che riesci sempre a capirmi, a dirmi che ho ragione, ad abbracciarmi, a farmi forza e a farmi ridere nella frazione di un secondo. Ed io ci sono per te quando mi scrivi che vorresti piangere, perché ci sono persone che forse non ci capiscono. Non so nemmeno chi sbaglia, non lo sai nemmeno tu. Ci chiediamo spesso insieme se non siamo noi ad essere sbagliate in un mondo così assurdo, così folle, così apparentemente incoerente. Possibile che sia pieno di esseri viventi vuoti, privi di qualsiasi tipo di sensibilità, di personalità, di sguardi, di interessi, di storia, di pensieri ragionati, magari sbagliati, magari incoerenti, ma nati da un percorso studiato con la mente? Possibile che non torni indietro nulla di tutto quello che noi diamo? Potremmo fare sciopero. Sì, dico davvero. Basta. Andiamocene via. Noi due che parliamo sempre di viaggi, saliamo sul primo aereo e lasciamo tutti qui, a nuotare nei loro oceani di contraddizioni, a ferirsi l’uno con l’altro senza il coraggio di essere davvero sinceri. A volte lo diciamo, siamo noi che siamo troppo avanti. Chi lo sa. Forse siamo solo sfortunate, nate nell’emisfero sbagliato, nell’anno sbagliato, forse dovremmo adattarci agli egoismi e farci spazio a mani nude, adattare l’amicizia al significato che oggi pare aver assunto, ma non ne siamo capaci. Lo sappiamo entrambe. Tu che ti senti in colpa se non la inviti ad ogni uscita che fai, io che non riesco a litigare nemmeno se dentro la rabbia bolle come un vulcano. Siamo fatte così, siamo fatte strane, siamo fatte sensibili, magari troppo, sognatrici, magari troppo. È un problema? A me piace la nostra amicizia. Anche se tra di noi ci sono alcuni ponti cigolanti, anche se a volte facciamo fatica a capirci, sei come una sorella per me. So che ci sarai sempre, e che troveremo sempre qualcosa che ci unisca di più, amiamo gli stessi vestiti, la stessa musica, abbiamo gli stessi valori, le stesse paranoie, ricordi quando ti ho detto ridendo che sei la mia sorella mancata? Non scherzavo. Sono arrivata con te alla conclusione che potremo anche conoscere cento, mille persone, quelle speciali sono poche, forse si contano sulle dita di una mano, e resteranno le stesse per tutta la vita. Per ora ho trovato te. Ma siamo uguali anche in questo, noi due nelle folle proprio non stiamo bene, abbiamo bisogno di aria, di libertà, di passeggiare senza orari e senza mete precise, di parlare per ore sedute sul letto, saremo le sole che si accontentano di poco, che sanno dare valore a questo poco. Probabilmente siamo le sole nel raggio di un paio di chilometri, ma ci sarà qualcuno oltre il confine che starà cercando con chi ridere senza fine, un po’ come me prima di conoscerti. Non avevo nemmeno idea di che cosa fosse l’amicizia, e tu me l’hai spiegata con i gesti, con le parole, con quel nostro chiederci perché sembrano tutti matti. Non siamo sbagliate. Non voglio cambiare. Non dobbiamo cambiare. Non per questa società rovesciata e dormiente, che ci prende a pesci in faccia perché noi i pesci li ributtiamo in acqua, togliamo l’amo e infiliamo una nuova esca. Siamo fesse, siamo quelle che dicono sempre di sì, perché ci hanno insegnato che le persone possono cambiare, siamo quelle che aiutano tutti, perché ci hanno insegnato che una mano non la si nega a nessuno, va bene, siamo anche un poco cieche, o forse fingiamo di esserlo perché fa comodo, ma la parte della stronza non mi riesce mai. E nemmeno a te. Sarà questo che ci unisce così, i nostri geni incompresi di cui si approfittano, le nostre anime ferite da chi credevamo in grado di capire, illusioni disilluse, perché certe persone sono in grado di rovinare tutto. Siamo amiche davanti a chi ostenta i pensieri vani, gli encefali impigriti dal troppo dormire, le futili passioni per cose materiali, le affermazioni ostili quando hanno ricevuto complimenti, non capiamo, ci sentiamo perse, e raccogliamo i pezzi l’una dall’altra quando le bombe esplodono. Forse siamo più fragili e più forti di quanto crediamo, forti assieme, perché non riusciamo a stare lontane un giorno senza sentirci, figuriamoci una vita. Anche se dovessi incontrare altre persone speciali, non ti lascerei. Per te ho fatto tanti sacrifici, ho combattuto parecchio, e se a volte ho avuto la tentazione di arrendermi, sei stata tu a darmi la forza per continuare, e se tu hai avuto la tentazione di lasciar perdere, ti ho trascinata io nelle mie avventure semplici del sabato pomeriggio. Sono certa che nessuno mi capirebbe come mi capisci tu. Nessuno mi ascolterebbe come mi ascolti tu. Nessuno mi parlerebbe come mi parli tu. Nessuno mi farebbe ridere come fai tu. Combattiamo contro le zucche vuote, le anime trasparenti, i muri di mattoni, combattiamo e a volte ci abbattiamo, perché non è semplice essere sempre quelle diverse. Ma un tempo avevo paura, oggi sono felice. E non riesco a fare finta di niente, a ignorare chi mi, anzi, ci fa del male, chi ci delude, chi ci usa e ci abbandona sulla strada, ma so che una casa in cui tornare ce l’ho, e tu ci sei dentro. Sai cosa ti dico? Ma perché partire? Restiamo qui. Mostriamo quanto felici sappiamo essere. E guarda, vedo già l’ombra della gelosia che avanza, aprirmi gli occhi su chi merita di essere contato sulle dita come amico. Tu sei la prima, e qualunque fosse la tua strada, la tua scelta, il tuo coraggio di asfaltare la massa e scrivere la tua storia, io sarei stata al tuo fianco. L’amicizia è questo. Solo che a volte mi domando se non sia soltanto la nostra a dover essere aggiornata.

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