Mary Poppins

Sono cresciuta con Mary Poppins, in formato videocassetta da inserire nella fessura, quando ancora esisteva Blockbuster, il tubo catodico e pochi effetti speciali. Un film del 1964, anno in cui mio padre compiva tre anni, è arrivato fino a me accompagnandomi nell’infanza, e Dio solo sa quante volte ho voluto vederlo, quante volte, dopo i titoli di coda, ho voluto farlo ripartire. Ho consumato quella cassetta, l’ho divorata, portando con me un ricordo bellissimo. Dopo anni sono ricapitata per caso davanti allo stesso film, e mi sono commossa, con i lacrimoni lungo le guance, come se stessi guardando una ripresa della mia stessa vita. Mary Poppins è la tata che tutti i bambini vorrebbero, la tata dei sogni, che nel 1964 è divenuta un simbolo unico nella storia del cinema. Una bellissima Julie Andrews ha dato il volto ad un personaggio quasi ignoto di una serie di romanzi, lavorando per la Disney ad un capolavoro per originalità e musica. La affiancano attori che oggi sono anziani o addirittura scomparsi, pinguini disegnati a cartone animato, con le tecniche primordiali di un cinema agli albori, paesaggi di Londra con le carrozze e i cavalli, grigia di nebbia e di pioggia, e strani effetti speciali di personaggi che volano, camminano sulle nuvole, fanno levitare le cose. Un film del 1964 non può più sorprendere oggi, quando tutto è modificato con i computer più potenti, tutti i cartoni animati sono realistici, non sono più soltanto un disegno a matita che si muove, e tutti i supereroi volano come acrobati tra i palazzi senza problemi. Ma può commuovere. Perché ai ricordi dell’infanzia si mescolano le emozioni pure che il film riesce a trasmettere, con una canzone, con una carezza, con un sorriso, perché non credo di sbagliarmi se dico che “Mary Poppins” è uno dei film più completi che io conosca. Le canzoni sono un patrimonio eterno, da proteggere e custodire, da tramandare ai figli, da ballare in auto quando non funziona la radio, perché supercalifragilistichespiralidoso è un manifesto del suo tempo. Jane e Michael oggi non ci sono più, la bambina di allora è diventata una donna, il bimbo paffuto e sciocco è morto a poco più di vent’anni, lasciandoci con il solo ricordo di lui sporco di fuliggine sui tetti di Londra. Julie Andrews è invecchiata, ma i suoi occhi sono magnetici come allora, quasi indossasse nella sua anima i panni della tata magica che ha costruito la sua carriera. E noi, spettatori di tutte le età, conosciamo a memoria le battute del film, ma non manchiamo di sorridere quando il signor Banks sbatte la testa contro il caminetto, o quando gli spazzacamini piombano in casa rotolando sul pavimento, non manchiamo di commuoverci quando Mary Poppins canta “La cattedrale”, o quando apre il suo ombrello e vola via senza salutare i bambini, e ancora non manchiamo di aver paura del direttore della banca, o del figlio che sfonda il cappello e rompe l’ombrello a George Banks. Poi c’è un’emozione nuova, perché quando sei bambino non ti accorgi di tanti dettagli, tante piccole accortezze che improvvisamente dipingono un quadro ancora più bello di Mary Poppins. Winnifred Banks è una suffragetta, e soltanto adesso ne comprendo il significato, soltanto adesso posso cantare assieme a lei “Voto alle donne tutti insiem!”. George Banks vorrebbe aprire per il piccolo Michael un conto corrente, ma soltanto adesso so che cosa sia, soltanto adesso capisco il valore di questa parola, e dei due penny che il piccolo porta con sé. Forse la sola cosa che non è mai cambiata negli anni è Bert, lo spazzacamino. Ed è buffo, perché ogni volta che incrocio per strada una ditta di spazzacamini penso a lui, penso che potrebbero danzare sui tetti di notte con le spazzole sulla spalla, e volare sui fumi neri a forma di scalinata. Mary Poppins è tutto questo, dal 1964. Ormai ricordo ogni scena, ogni battuta, ogni ripresa, ricordo il volto di ogni attore, come se il tempo non fosse mai passato, ricordo lo zio Alfred che levita quando ride, ricordo la corsa con i cavalli della giostra, ricordo la vecchietta dei piccioni ai piedi della cattedrale, ricordo l’aquilone verde, ricordo l’ombrello parlante, che fa notare a Mary Poppins come i bambini non l’abbiano neanche salutata. Ogni volta, alla fine del film, mi chiedo perché abbiano voluto farla volare via così. Ma mi rendo conto che è giusto, che qualsiasi altro finale sarebbe stato strano. Mary Poppins arriva e se ne va, entra nei cuori e lascia un ricordo di sé, della magia che ha dentro, dei bei momenti trascorsi assieme. E sono certa che se un giorno avrò dei figli, questo sarà uno dei primi film che farò loro vedere. Probabilmente piangerò di nascosto, perché ritrovarmi davanti le immagini della mia infanzia è come sfogliare un album di vecchie fotografie, ti scuote qualcosa dentro, apre lontane porte chiuse… Ma qualunque cosa diventi il cinema, tridimensionale, spettacolare, ad alta definizione, realistico più del reale, Mary Poppins sarà sempre Mary Poppins: con il suo ombrello volante, con i suoi pinguini disegnati a matita, con le sue canzoni iconiche, con la sua semplice storia che regala le emozioni più vere.

Grazie, Mary Poppins, anche da parte mia.

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16 commenti Aggiungi il tuo

  1. Micio Alpha ha detto:

    Mary Pennyns!
    Capolavoro di film, idem quello nuovo.

    1. Ehipenny ha detto:

      Quello nuovo non l’ho amato come il primo… piacevole ma non stupefacente secondo me 🙂

      1. Micio Alpha ha detto:

        Vabbè ma è fatto bene lo stesso, innegabile. E’ come dire il terzo film su Aladdin, rispetto ai primi due è nettamente inferiore 😀

      2. Ehipenny ha detto:

        Certo certo questo è verissimo, non mi ha convinto tanto il personaggio di Mary Poppins ma la trama è geniale

      3. Micio Alpha ha detto:

        Doveva esserci la Penny come attrice. Farò reclamo agli Studios! 😉
        …supercalifragilistichespiralidoso… superpennylifragilistichespiralidoso 😀

      4. Ehipenny ha detto:

        Hahahah graziee

  2. Mastro Pellecchia ha detto:

    Mary Poppins è… Mary Poppins. Non credo che esistano aggettivi per definire sia lei che il film originale 🙂 È una di quelle cose da vedere almeno una volta nella vita 🙂

    1. loredana ha detto:

      Solo una volta? ☺

      1. Mastro Pellecchia ha detto:

        Anche più di una 😁

      2. Ehipenny ha detto:

        Ho pensato la stessa cosa 😅

    2. Ehipenny ha detto:

      Anche diecimila volte 😄

  3. loredana ha detto:

    Un film semplicemente adorabile 💖

    1. Ehipenny ha detto:

      Si assolutamente 😍

  4. Micio Alpha ha detto:

    Penny Poppins, vieni a leggere il mio ultimo post 😀

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