Al termine di una serata strana

Sai quelle serate in cui ti ritrovi a pensare a te, alla tua vita, anche se hai vissuto appena diciotto anni di questa vita, e ti domandi se non ci sia qualcosa di sbagliato, qualche equilibrio instabile, qualche altalena regolata male? Hai presente quelle serate in cui ti senti il morale calpestato dagli eventi, e magari dalla paura di scegliere, perché qualcosa lo dovrai pur decidere, ed in poco tempo, ma non ce la fai. Provi un tornado di emozioni contrastanti, da un lato c’è la frustrazione perché quella serata poteva essere la tua ma sfiga vuole che ciò non sia possibile, dall’altro c’è il timore di fare la scelta scelta sbagliata, perché ti preoccupi sempre di accontentare tutti tranne te stessa, e poi ancora c’è l’ansia di sprofondare nell’imbarazzo, e quel vuoto che l’entusiasmo ha lasciato andandosene via. E il risultato è che stai di merda. Nonostante sia stata una bella e piacevole serata, ti senti uno schifo. Schiacciata dal peso delle responsabilità che non ti vuoi assumere, spintonata dalle aspettative contrastanti di chi ti conosce ma forse non del tutto, inchiodata a terra dal tempo che scorre velocissimo senza darti tregua, è impossibile evadere da tutto questo, è impossibile scavalcarlo. E ti ritrovi a confrontarti con chi non pensavi avrebbe mai fatto parte della tua vita, e ti accorgi che gli amici veri si contano sulla punta delle dita, e a volte ci inganniamo pure. E poi c’è la paura che quella persona non capisca, quando la sola cosa che vorresti è d’essere sincera e buona. Ci sono serate capaci di mettere in discussione tutto, qualsiasi progetto, qualsiasi sicurezza, perfino quelle rarefatte idee sorte di notte, così lievi da non avere confini, così immature da aver bisogno di crescere. Non è colpa di una persona sola, forse non è nemmeno colpa di qualcuno, è la serata che doveva andare così, in discesa, lungo il ripido versante della montagna con una sola bicicletta, e noi che potremmo fare? Soltanto stare a guardare, e magari vivere, e farci coraggio, e sognare. Sai cosa ti senti? Vecchio. Ti senti pesante come se avessi vissuto cent’anni, ma non ti senti saggio, non hai storie da raccontare, e ai tuoi nipoti diresti forse di avere coraggio, perché chi non ce l’ha non vive. E l’unica cosa a cui riesci a pensare è l’assurda speranza di vederla arrivare, perché doveva esserci anche lei, ma questo non è il suo mondo e ha deciso di non entrarci mai. Lo sapevo, che non era la sua serata. E dire che ancora il mio cervello si chiede come sia possibile, perché io ho paura delle scelte, e quest’altra persona ha trovato perfino più amici di me? Serate che ti fanno rendere conto di quanto la pochezza a volte sia speciale, perché si può trascorrere un compleanno senza noleggiare una discoteca, sedute tutte allo stesso tavolo di legno di un pub inglese, è questa la scelta difficile di cui si ha involontariamente paura, perché è la paura di essere protagonisti. In quelle serate ti accorgi di quanto ami fare felici le persone, quelle a cui basta dire “Io ci sono”, e allora per te ci saranno sempre. Ami fare l’invitata. E magari invidiare quelle serate ottimamente organizzate, che non ti lasciano nemmeno il tempo di costruirti quei film mentali fantascientifici, che a fine serata ti fanno sentire uno straccio. Resta soltanto la notte, per ripensare a quanto gli abiti non facciano il monaco, e a quei luoghi comuni che distruggi con la tua sola esistenza, perché tu sei dannatamente diversa da tutti. Non sei l’unica, ma intanto hai qualcosa di diverso. E non lo sai se sia un bene o sia un male, perché quelle serate hanno il potere di stravolgere tutto. Sei rimasta fino alla fine, anche dopo che qualcuno già aveva cominciato ad andarsene, sei rimasta fino al taglio della torta, ed allora ti è sembrata quasi un’altra serata, così pochi, così radunati nel tavolo gigante. È semplice fare l’invitata. Basta far sorridere chi se lo merita, pensare al vestito e andare. Ma ti travolge la sorpresa, ciò che non ti aspettavi, la serata che improvvisamente volta pagina e quasi te me dimentichi. Ti chiedi “Sono davvero qui?”. Sì, lo sei. E la sera prima di addormentarti provi a immaginarti al tuo compleanno, quando gli invitati si conosceranno tutti, e tu conoscerai loro ad uno ad uno diversamente. Che farete? Di cosa parlerete? Ecco, non ti senti più vecchio, ti senti un neonato. Ti senti un bambino che ha bisogno della mamma. Ma vecchio o fanciullo, la notte ti appartiene, e ti alzi la mattina come se la cena fosse ancora chiusa nel tuo stomaco, con una strana sensazione di rabbia e di gelosia per quella serata strana, che oggi stesso hai deciso di affrontare anche per te. Sarà la tua festa, e sarà così come tu la vuoi.

Per conoscersi un po’

Ebbene sì, quando si è a corto di fantasia e arriva Fulvialuna con l’originalità fatta a post, bisogna solo ringraziare. E magari copiare, perché no. 

🎨 Tatuaggi……..In lavorazione 

💍 Matrimoni…… Neanche fidanzamenti.
💣 Divorzi……………. La vedo dura.
🚼 Figli………………… Per l’amor del cielo!
😷 Operazioni…………. Son sana come un pesce.
🔫 Sparato con la pistola…. Ad acqua.
👊 Mollato un lavoro…. Mai stata assunta.
 Volato su un aereo…. Una decina di volte.
😍 Avuto un colpo di fulmine…. Purtroppo il fulmine ha più mira di me, sì.
🚫 Bocciato a scuola… È l’ultimo anno, ma mai dire mai.
🚑 Fatto un giro in ambulanza…… Si paga?
🎤 Cantato al Karaoke…. Per l’incolumità dei presenti, no.
🐶 Animale domestico…. Due pesci tetraplegici che si mangiano la coda a vicenda.
🏂 Fatto snowboard……. Mai.
🎿 Sciato….. Per tre giorni in gita scolastica, e sono riuscita a schiantarmi contro le recinzioni, bloccare la seggiovia, e far cadere come una pera una signora.
🗻 Scalato una montagna…. Con scarponi, zaino in spalla e maledizioni in tasca.
 Campeggiato in collina…… Il picnic vale?
🚲💨 Guidato una moto…. Non so andare neanche in bicicletta.
🐴 Cavalcato un cavallo…. I pony.
🐍 Tenuto serpenti in mano….. Ancora non avevo pensato al suicidio.
🍺 Bevuto un boccale di birra da 1lt… Ho bevuto DA un boccale di birra da 1lt.
🚓 Salito su un auto dei carabinieri…. Eh si, mi avete scoperta, son evasa di prigione.
🗼 Visitato Parigi…… Aspetto il principe azzurro che mi ci porti.
🌲  Dormito in tenda col temporale…. Ma vi sembro scema?
🌋 Salita su un vulcano…. Sull’Etna, e ci avrei volentieri buttato un paio di persone.
🚓 Inseguito dalla polizia…. Forse in qualche incubo. 

Se vi è piaciuto, potete farlo anche voi, ma sappiate che i diritti d’autore sono tutti di Fulvialuna!

Domanda della settimana 

C’è qualcosa di cui sei geloso/a?

Sono gelosa di poche cose, ma se qualcuno ci mette le mani divento una iena. Sono gelosa dei miei ricordi, dei sorrisi spontanei quando mi trovo a riviverli, e se qualcuno cerca di cambiarli, e se mi accorgo di essermi ingannata, a fatica riesco a cancellare tutto, a riscrivere la storia senza farmi influenzare. Sono gelosa della mia stanza, ha il suo ordine, anche quando da fuori sembra disordine, ha la sua storia, e parla di tutti quei regali ricevuti e sistemati sulle mensole, regali di amici, di parenti lontani, o da me stessa per me stessa in un momento di follia. Sono gelosa dei miei quaderni di scuola, non perché materialista, ma in quei quaderni c’è tutta la fatica dei pomeriggi trascorsi a scrivere, a ricopiare gli appunti della lezione, e il piacere di imparare le mie materie preferite, letteratura italiana, la storia, filosofia. In quei quaderni c’è il racconto della mia battaglia, contro chi pensava di potermi usare come fossi una biblioteca, ed io ci cascavo sempre, per un anno, forse di più, ma poi ho imparato ad avere coraggio, a distinguere l’amicizia vera e le frasi di cortesia, e sono quasi diventata gelosa, davanti a quelle minuscole persone, soltanto davanti a loro, gelosa di un paio di pagine di carta. Sono gelosa anche di Lei, da quando ho cominciato a conoscerla. Sono gelosa dei nostri momenti, di quelle piccole cose soltanto nostre che condividiamo, sono gelosa di quelle frasi furtive gettate nel mezzo della lezione, di nascosto, frasi che conservo una per una in una biblioteca di ricordi. Sono gelosa quando qualcuno sembra volersi sostituire a me, probabilmente sono io troppo paranoica, io che do troppa importanza agli istanti, ma é come se fossi gelosa di una pagina soltanto del romanzo, quella che in qualche modo racchiude tutta la sua energia vitale. E la mia. Ma la cosa di cui sono più gelosa, forse, sono io. Sono gelosa di me stessa, sì, perché la mia parte più grande è composta dalle mie passioni, e vorrei sempre essere la sola, l’unica tra tanti, l’elemento interessante che non vuole rivelarsi, e allora si lascia delicatamente indagare. Mi sono accorta di essere gelosa dei miei testi, del modo con cui scrivo, e non so nemmeno io il perché. Siamo in due a contenderci un invisibile trofeo, ma non riesco a leggere con sguardo critico i suoi scritti, mi torna sempre in mente quella prima volta, quando in classe ho letto ad alta voce il mio tema su Pierpaolo Pasolini, e tutti mi fissavano senza crederci, perché era strano, io che mi ero sempre nascosta nell’ombra, avevo scritto quelle parole. Davvero. Forse anche lei è uscita dall’ombra, un po’ come me, allora. Ma sono gelosa. Perché volevo qualcosa che fosse solamente mio, lo avevo trovato, eppure ho la sensazione che non sia del tutto vero, è come se mi tornasse in mente quanti scrittori famosi coabitano sulla terra, e chi sono io, dispersa in un capoluogo dell’Italia, nascosta nello pseudonimo con il quale mi proteggo? Sono gelosa, sì, perché ci ho provato, e invece devo ugualmente difendermi. Difendermi da me stessa, dalla possibilità che il mio io si possa offendere, difendermi dal mio estremo senso critico, dalla sfiducia, dalla paura. Devo difendermi e nello stesso tempo raccogliere i miei stracci quando il pubblico decide di preferire gli altri a me. So che si tratta di una conseguenza dell’esistenza dello scrittore, ma sono gelosa di quegli stessi giudizi che a scuola mi fanno tremare, e a volte saltare di gioia. Così ho sempre cercato di proteggere le mie parole, accarezzandole solitarie una dopo l’altra, ho cercato di non fuggire da uno schermo, ho cercato di immaginare come sarebbe il mondo se fossi stata l’unica capace di scrivere. Eppure mi sento privilegiata lo stesso, perché ci sono persone curiose, persone che aspettano da me un’occasione, e questa è certamente la più grande prova da vincere. Non ho il carattere che vorrei, ma difendo i miei pensieti e la mia memoria come se tutto dovesse finire domani.

E per voi, c’è qualcosa di cui sei geloso/a?

Dialogo breve

Più decisioni prendi, più bravo diventerai nel prenderle. I muscoli diventano più forti con l’allenamento e lo stesso avviene quando sviluppi i muscoli capaci di prendere decisioni. Oggi prendi una decisione che hai sempre rimandato e domani fai la stessa cosa. Allenerai il muscolo che potrà aiutarti a cambiare la tua intera vita

“Perché nessuno nasce bravo, forte, consapevole di ciò che vuole, nessuno nasce con una sola idea in testa, e forse nessuno nasce nemmeno per non cadere mai. Ci si prova. E si impara, svolta dopo svolta, ad avere coraggio, a non temere i nuovi angoli che d’improvviso sbarrano la strada. Si impara a decidere per sè stessi, senza perdere la metà degli anni a riflettere su quale sia la migliore”

(Anthony Robbins – Me)