Per conoscersi un po’

Ebbene sì, quando si è a corto di fantasia e arriva Fulvialuna con l’originalità fatta a post, bisogna solo ringraziare. E magari copiare, perché no. 

🎨 Tatuaggi……..In lavorazione 

💍 Matrimoni…… Neanche fidanzamenti.
💣 Divorzi……………. La vedo dura.
🚼 Figli………………… Per l’amor del cielo!
😷 Operazioni…………. Son sana come un pesce.
🔫 Sparato con la pistola…. Ad acqua.
👊 Mollato un lavoro…. Mai stata assunta.
 Volato su un aereo…. Una decina di volte.
😍 Avuto un colpo di fulmine…. Purtroppo il fulmine ha più mira di me, sì.
🚫 Bocciato a scuola… È l’ultimo anno, ma mai dire mai.
🚑 Fatto un giro in ambulanza…… Si paga?
🎤 Cantato al Karaoke…. Per l’incolumità dei presenti, no.
🐶 Animale domestico…. Due pesci tetraplegici che si mangiano la coda a vicenda.
🏂 Fatto snowboard……. Mai.
🎿 Sciato….. Per tre giorni in gita scolastica, e sono riuscita a schiantarmi contro le recinzioni, bloccare la seggiovia, e far cadere come una pera una signora.
🗻 Scalato una montagna…. Con scarponi, zaino in spalla e maledizioni in tasca.
 Campeggiato in collina…… Il picnic vale?
🚲💨 Guidato una moto…. Non so andare neanche in bicicletta.
🐴 Cavalcato un cavallo…. I pony.
🐍 Tenuto serpenti in mano….. Ancora non avevo pensato al suicidio.
🍺 Bevuto un boccale di birra da 1lt… Ho bevuto DA un boccale di birra da 1lt.
🚓 Salito su un auto dei carabinieri…. Eh si, mi avete scoperta, son evasa di prigione.
🗼 Visitato Parigi…… Aspetto il principe azzurro che mi ci porti.
🌲  Dormito in tenda col temporale…. Ma vi sembro scema?
🌋 Salita su un vulcano…. Sull’Etna, e ci avrei volentieri buttato un paio di persone.
🚓 Inseguito dalla polizia…. Forse in qualche incubo. 

Se vi è piaciuto, potete farlo anche voi, ma sappiate che i diritti d’autore sono tutti di Fulvialuna!

Trenta cose che puoi fare da single

Finito San Valentino, diamo a Cesare quel che è di Cesare. Festa dei single. 15 febbraio. E quale miglior modo per festeggiare, se non illustrandovi una felicissima e piena vita da sola ma non solitaria?

Da single:

  1. Puoi viaggiare dove più preferisci, senza il bisogno di selezionare le romantiche capitali europee, gli alberghi a quattro stelle con piscina, o disquisire con Marito o Moglie se sia meglio il mare o la montagna. Basta una tenda della Decathlon, uno zaino da campeggio, e una carta di credito, e si può andare anche in Sudafrica.
  2. Puoi certamente ordinare una pizza dieci stagioni, con wurstel, patatine, salame e salsiccia, senza sentirti un ippopotamo affamato.
  3. Puoi mangiare in salotto, stesa sul divano, con la copertina e il film preferito in televisione. In una coppia sappiate che il monopolio della stanza spetta sempre al sesso opposto al vostro. 
  4. Puoi uscire a qualsiasi ora, nel cuore della notte, senza che il consorte contatti la polizia, i servizi segreti, l’esercito e Chi l’ha visto.
  5. Si possono fare apprezzamenti sui modelli delle riviste femminili, pagati a milioni per poi essere photoshoppati fin sotto le mutande.
  6. Si possono comprare otto cani, dodici gatti, quattro canarini, due conigli e un pitone, e trasformare la casa in un circo a pagamento.
  7. Si può far carriera, finire al Tg5, incontrare Gentiloni, papa Francesco, Leonardo Di Caprio, Barack Obama!
  8. Pigiama party, pigiama party ogni sera, come fosse una droga.
  9. Si può comprare la Nutella in formato gigante e averne il monopolio supremo. 
  10. Si può sperimentare in cucina, mettere insieme spinaci, more, pecorino e cioccolato come se fossi a Masterchef, senza nessun Carlo Cracco nei paraggi che ti denunci per tentato avvelenamento.
  11. Si può dormire in un letto matrimoniale senza in rischio di ritrovarsi senza lenzuolo o direttamente stesi sul tappeto, e rotolare da un cuscino all’altro come un neonato.
  12. Si può riempire la casa di soprammobili made in China pagati 99 centesimi, e portafoto artigianali comprati ai mercatini dell’asilo, perché l’importante è che non vi siano mensole con qualche angolo vuoto. 
  13. Si può girare per casa con le pantofole pelose, la tuta a forma di coniglio, i calzini a righe colorate, perché in fondo, ma chi ce vede?!
  14. Se sei un uomo, puoi andare allo stadio ogni settimana, con la tua birra e il tuo fast food preferito, con gli amici di sempre, la sciarpa che stona sulla giacca, sui pantaloni, sulle scarpe, su tutto. 
  15. Se sei una donna puoi fare shopping ogni settimana, riempire un armadio di indumenti, e correre all’Ikea per fare shopping di altri armadi, in un circolo vizioso senza fine. 
  16. Puoi fare la doccia quando vuoi, e girare in accappatoio per tutta la casa come se fossi ad una sfilata di Giorgio Armani.
  17. Ecco… puoi defecare senza la preoccupazione che qualcuno rimanga intossicato. Ecco, l’ho detto. Chiedo scusa per l’argomento toccante.
  18. Puoi monopolizzare il telefono fisso e trascorrere ore a parlare, percorrendo lo stesso corridoio fino a lasciare il solco sulle piastrelle.
  19. Puoi monopolizzare il computer, guardare le serie TV preferite, il film tanto atteso, o semplicemente scorrere i video di YouTube più demenziali, perché ci sono serate che in qualche modo vanno riempite, stando soli con sè stessi. E cosa importante, nessun tipo di vergogna.
  20. Puoi comprare confezioni abnormi dei tuoi cioccolatini preferiti senza doverli nascondere dietro gli armadi o tra i libri nella libreria. 
  21. Puoi fare lo spuntino di mezzanotte. E quello dell’una. E quello delle due.
  22. Piccolo problema: se sei un uomo, dovrai imparare a lavare, a decifrare i codici in cirillico della lavatrice, a stirare senza polverizzare le camice. Ma può diventare anche un’occasione.
  23. Piccolo problema: se sei una donna, dovrai imparare a destreggiarti tra prese elettriche, antenne, cavi, prolunghe, annodati come le luci natalizie dopo un anno di pausa, con il rischio di un cortocircuito dell’intera regione. Ma può diventare anche un’occasione.
  24. Puoi riempire il frigorifero di post-It, senza che nessuno indaghi sul tuo Alzheimer.
  25. Puoi impostare la sveglia della mattina come ti pare, e non è cosa da poco, nessuna tromba, nessun assolo di chitarra elettrica, nessun allarme. 
  26. Puoi accendere lo stereo ad un volume esagerato, far tremare i lampadari e rompere i vetri, quasi fosse una discoteca a mezzanotte.
  27. Puoi fare i tuoi esercizi di squat, di gag, di aerobica o di pugilato senza che il consorte o la consorte nel frattempo ti faccia le valigie e ti spedisca a calci nel didietro a prender legnate dal vicino incazzato. 
  28. Puoi naturalmente cantare, ballare, suonare, o fare tutte e tre le cose assieme, a qualsiasi orario, sempre vicini permettendo, tirando il mestolo sulle pentole come fosse una batteria e impugnando il cucchiaio quasi fosse un microfono. Non sembrerai minimamente pazzo. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
  29. Puoi vestirti in qualsiasi stanza senza bisogno di chiuderti a chiave in bagno con lucchetto a doppia mandata, con combinazione di dieci numeri e tre lettere.
  30. Si può infine sognare Cenerentola o il principe azzurro, comprare un rospo, baciarlo e vomitare nel cesso perché non è vero che si trasforma in un figo, si può fermare una ragazza per strada, iniziare a conversare e finire con un palo sul naso perché quella è corsa dietro all’autobus numero 20, altrimenti lo perdeva. Insomma, si può raccogliere ogni delusione, ogni porta chiusa in faccia, ogni pietra arrivata in fronte, e ripartire. Per costruire. In fondo, dove c’è terreno, c’è sempre spazio e tempo per una nuova storia. E magari si può anche crederci e impegnarsi perché sia un per sempre.

San Valentino

Caro Valentino,

Forse è giunto il momento di scambiare due parole. Non sono arrabbiata per la tua assillante e annuale presenza, ci mancherebbe. È solo che potresti fare meno rumore. Sembri un trattore, una macchina asfaltatrice che avanza lungo il mese di febbraio, e se per un puro caso il mio piede si trovasse nei paraggi, il 14 febbraio verrebbe ustionato. Non ho problemi con la festa degli innamorati, solo che a quanto pare non si tratta propriamente della festa degli innamorati. Sembra solamente la festa dei fidanzati, di tutte quelle coppie incorniciate di rosa che si baciano davanti a un mazzo di rose rosse, mentre io le rose le faccio sempre morire assetate, perché le odio, sono un fiore subdolo e armato di spine. Ma dicevo. Non sembra la festa degli innamorati. I regali, i cioccolatini, i messaggi carini, le lettere, quelle “valentine” che nessuno spedisce più, tutto questo esiste se esiste la coppia. Altrimenti è come abbracciare un pilone di cemento. Il fatto è che: e se io fossi innamorata, diciamo follemente innamorata, ma lo sappessimo solamente io e il mio peluche formato gigante? Uno di quegli amori folli che la mattina ti fanno mettere in sale nel caffè e la ciambella in frigo per scaldarla. Quegli amori che ti rendono un ritardato mentale, perché nella testa non c’è più spazio per formule matematiche o liste della spesa, nella testa ci sta soltanto un nome, ed é quello della persona amata. In tal caso, San Valentino è una tortura, un tormento senza fine. E la cosa peggiore è immaginare scene cinematografiche di lei, fedelmente fidanzata, ricevere i fiori e un pacchetto regalo da chi veste i tuoi panni, Valentino, e ama e confessa il suo amore come un credente davanti al prete. Ma per chi deve ancora iniziare a combattere? Chi sei tu? Non è un giorno come gli altri, perché le vetrine sembrano le case delle Barbie, piene di cuori, di fiori, di Baci Perugina, e non c’è un angolo privo della tua atmosfera felice, romantica, degna della miglior commedia. Forse sarebbe tutto più facile se l’amore si raccontasse con gli occhi, se bastasse un piccolo sguardo furtivo per trasmettere un’emozione tutta da leggere, come un romanzo di novecento pagine, una sorta di David Copperfield di San Valentino. Magari sarebbe quasi più romantico ridursi all’ultimo giorno, a quel 13 febbraio che ha il sapore dell’attesa. Qualcuno ha già comprato i fiori, qualcun altro sta cercando il pakistano al semaforo, quello con le rose che a San Valentino si arricchisce, e poi c’è chi si accalca al ristorante, chi fa a botte dentro Pandora o Stroili oro, per l’ultima collana, l’ultimo anello luccicante, l’ultimo bracciale. E poi ci sono io, e come la mettiamo se fossi innamorata, ma non potessi regalare rose, cioccolatini, cuori? Se dovessi tacere mentre quella persona nasconde con pudore l’orologio nuovo, ed io lo so, so che un regalo, so che è il regalo di San Valentino? Ma non sono ricca sfondata, non posso permettermi un camper privato, una casa a Cortina, nemmeno un bel vaso, perché il mio fioraio non ha mai fatto sconti, e se fossi innamorata, dimmi, Valentino, che cosa dovrei fare? Restare qui, a fissare il mio portafoglio mezzo pieno, a scartare da sola i miei Baci Perugina collezionando le frasi in un cassetto? No, perché lo faccio già. E allora mi sbaglio. Hai ragione, mi sbaglio. Perché tu, le occasioni, non le nascondi mai. Il 14 febbraio non è che una data, oggi un martedì come gli altri, e nessuno mi impedisce di amare, di avanzare, di trovare il coraggio anche nella gelosia, di cominciare a risparmiare, per magari il prossimo anno poter comprare quell’orologio per lei. Nessuno mi impedisce di portare a casa quelle rose, e ricordarmi di innaffiarle ogni sera, per un anno , aspettando il momento per scrivere un biglietto e legarlo tra le spine ferendomi le dita. Valentino, tu non mi impedisci di essere single e felice, di sorridere dopo quello “Scusa, ma siamo solo amici”, di ripartire con un mazzo di carte pieno di due di picche in tasca, tu non fermi nessuno, perché forse basta semplicemente amare. È così che non ci si accorge nemmeno del 14 di febbraio, un martedì come gli altri, una verifica a scuola, una sgridata del capo al lavoro, tutto normale, e chi vuole trasformare questo noioso e deprimente martedì di febbraio in un capolavoro, si rivolge a te. Ama. Ama follemente. E ti invoca come si invoca un prestito in banca, perché a volte le donne sono pretenziose. Ti invoca come si invoca Dio, perché nemmeno a San Valentino le donne sono comprensibili. Si fanno perfino errori, in questo martedì di febbraio. Ma chi è innamorato e divora i suoi Baci Perugina sul letto, mi sente? San Valentino passa in ventiquattr’ore. L’amore no. E allora cos’è dunque più importante? Che cosa vale la pena di inseguire? Forse un giorno, un misero tassello di una vita di cent’anni? O magari un amore, con tutte quelle battaglie per afferrarlo, quegli sguardi rapiti, quelle poche parole che diventano fiumi, e lacrime di gioia, e sorrisi abbaglianti? Ho una risposta, e non l’ho letta tra le righe di un biglietto dei Baci Perugina. È che siamo materialisti, e San Valentino ci riempie d’ansia. Ansia da prestazione. Ansia da portafoglio. Ma non ci si accorge che a volte basta davvero un po’ d’amore, un mazzo di fiori ed un bacio, quello vero, nella semplicità degli istanti felici.

Balla la scimmia, ma canto anch’io – Il cuore di Sanremo

Essere o dover essereQuesto è il dilemma!

Il dubbio amletico

Shakespeare aiutaci tu

Contemporaneo come l’uomo del neolitico.

Mi sa che devi aggiornare il calendario

Nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo.

È prodotta dalla Fiat?

Intellettuali nei caffè

Io sapevo che c’era caffeina

Internettologi

È pur sempre una professione

Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.

Non si ride delle dipendenze patologiche gravi

L’intelligenza è démodé

Me ne sono accorta

Risposte facili

Boh?

Dilemmi inutili.

Zucchero o dolcificante?

AAA cercasi (cerca sì)

Vai su subito.it

Storie dal gran finale

Cenerentola può andare?

Sperasi (spera sì)

Accendi un cero e prega

Comunque vada panta rei

Eraclito docet

And singing in the rain.

Ma se la scimmia si bagna dopo puzza?

Lezioni di Nirvana

Vado male in religione 

C’è il Buddha in fila indiana

Prenderò il numerino

Per tutti un’ora d’aria, di gloria.

Diritti dei carcerati, grazie.

La folla grida un mantra

E finisce al Tg5

L’evoluzione inciampa

E impreca, sempre arrabbiata

La scimmia nuda balla

Corsi di zumba in palestra?

Occidentali’s Karma.

È arrivato Freud

Occidentali’s Karma

È ritornato Freud

La scimmia nuda balla

Si droga di pile Duracell, ‘che non si stanca mai?

Occidentali’s Karma.

Aiò capè. (Se sei bolognese intendi)

Piovono gocce di Chanel

Quanto devo pagare per uscire senza ombrello?

Su corpi asettici

Scusami ma questo è offensivo

Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.

Per la precisione, io non puzzo.

Tutti tuttologi col web

Vallo a dire al tizio della Microsoft

Coca dei popoli

Sono contraria alle droghe

Oppio dei poveri.

Te lo fumi da solo

AAA cercasi (cerca sì)

Altrimenti un giro su Amazon?

Umanità virtuale

Si chiama Faccia-libro (hihihi)

Sex appeal (sex appeal)

Pervertito! 

Comunque vada panta rei

E tu, Sanremo, panta rei mo’ via

And singing in the rain.

Se te vuoi bagnà…

Lezioni di Nirvana

Ooooooommmmmm

C’è il Buddha in fila indiana

Fruttivendolo o panettiere?

Per tutti un’ora d’aria, di gloria.

Devo pure dire grazie?

La folla grida un mantra

Ho la stanza insonorizzata

L’evoluzione inciampa

Ecco perché siam tutti gobbi

La scimmia nuda balla

Non s’è presa una denuncia?

Occidentali’s Karma.

Banane! Banane!

Occidentali’s Karma

Ri-banane! Ri-banane!

La scimmia nuda balla

Chiamo il WWF 

Occidentali’s Karma.

Aió capè ‘naltra volta. (Se sei bolognese intendi)

Quando la vita si distrae cadono gli uomini.

E magari datele una nota sul registro però! 

Occidentali’s Karma

Modestamente. 

Occidentali’s Karma

Il mio karma c’ha du’ palle come mongolfiere 

La scimmia si rialza.

NO! Non lo fare! Pensa a noi!

Namasté Alé

Si, konnichiwa

Lezioni di Nirvana

Voglio il rimborso spese

C’è il Buddha in fila indiana

Paparazzi in giro?

Per tutti un’ora d’aria, di gloria.

Magari vinco al grattaevinci, sai che gloria

La folla grida un mantra

Prima contro Renzi, poi contro Gentiloni

L’evoluzione inciampa

Alla prossima non riparte più 

La scimmia nuda balla

Per caso a Formentera?

Occidentali’s Karma.

Che vota la Mannoia

Occidentali’s Karma

Che idolatra Carlo Conti 

La scimmia nuda balla

E la denuncio per materiale pornografico

Occidentali’s Karma

Inchiodati davanti a Sanremo alle due di notte, no grazie. 

E ci credo che il trofeo l’ho vinto io!

(Immagini prese dal web, purtroppo il mio karma si è perso la scimmia nuda che ballava)

Diciannove anni dalla strage del Cermis 

Sono andata per quattordici, forse quindici anni in vacanza in montagna, sulle Dolomiti, e per quindici anni ho ascoltato mio padre ricordare quel giorno, quel 3 febbraio del 1998. Un aereo americano statunitense ha tranciato i cavi della funivia del Cermis, in Val Di Fiemme, facendola precipitare. Non si è salvato nessuno. Che cosa è successo? Che cosa avrebbe dovuto andare diversamente? È che quell’aereo non doveva essere lì, così basso, così pericolosamente vicino. Centocinquanta metri di caduta, sette secondi di vuoto, forse non sono stati sufficienti nemmeno per avere paura, per capire che la vita sarebbe finita così, in un bagno di sangue e lamiere, adagiate sulla neve. La storia è piena di morti, di stragi, di immagini tristi e silenti che raccontano la guerra, le follie, le battaglie brutali, la ferocia di certi uomini che dimenticano i propri valori. Ma quel 3 febbraio del 1998 è stato un incidente. Un errore. Imprevedibile. Devastante per la sua immediatezza. Gelido come il ghiaccio. Sono venti le vite strappate via dal mondo quel giorno, corpi lacerati dal ferro di una cabina distrutta, nascosti da ghirlande morte di lamiere, e dai lenzuoli stesi a terra per coprire il sangue. Succede anche questo, e saremo sempre impreparati a raccogliere i pezzi di queste esplosioni. 

Chinato lo sguardo

Sulla neve di piombo

Ha il sapore del ferro

Del sangue bruciato

Di quegli occhi celesti

Che fissano il cielo

Ha il colore del fango

Del mare inquinato

Del marmo  severo

Che stritola i  piedi 

E s’ode il silenzio

Preghiere di morte 

Il vento che spira

Tra salme distrutte

Un rivo di sanguigno 

Insegue le rocce

Tra i vetri incrinati

E un uomo in silenzio

Piangendo ricerca

L’istante fatale

Non resta un ricordo 

Pulito dal sangue

Da lacrime nuove

Spezzate dal freddo

Mentre un velo leggero

Tra nebbia e ghiacciaio

Riveste il dolore

D’un quadro lontano

La tela dipinta

Si tinge di rosso

Coralli nel mare

La neve li accoglie 

Nell’abbraccio più nero

E un uomo che cerca

La mano sposata

La figlia spaurita 

Non trova che morte

Silenzio ingombrante 

Pietosa vergogna

E una voce:

“Sette secondi

E son morti così”

Immagine del giorno – 27 gennaio 2017

Memoria per una generazione morta

Mutilata delle sue speranze

Disillusa con le spine del ferro 

Che sia oggi per te una messa

Una benedizione con l’acqua santa

A te che riposi sotto la terra battuta

E quand’eri in vita seminavi 

Non puoi rinascere, troppo ferita

In questo mondo tu certo non staresti

A guardare la rosa e il fil di ferro

Ma che sia memoria oggi 

Per chi era un numero della lista

Lista dei condannati 

Memoria per chi non ha più un nome

Una lapide, una famiglia

Memoria per chi muore nel silenzio 

In un angolo di mondo adesso incolto

Trascurato dai giornali perché uno solo

Tra i tanti corpi di sole ossa 

Masticati dai cani

Memoria perché i pensieri non svaniscano

Perché rimanga viva la bella forza

Con cui ogni giorno era una malattia 

Ed ogni notte non v’era tempo di piangere

Memoria perché tutto questo non si ripeta mai

E chissà se impareremo

Dimenticheremo il colore del sangue

Il suono atroce delle grida di morte?

Memoria in silenzio

È il gesto che non posso trattenere 

Perché l’ignoranza di combatte a parole

Abbassano la testa i vigliacchi

Gli stolti pretendono la ragione

Ho ricevuto una dedica 

Non ho idea di quante persone mo seguano in realtà, forse più di cinquecento, ma probabilmente gran parte di essi sono fantasmi che sul blog non ci entrano mai. È giusto così. Ho i miei affezionati, tutti coloro che leggono i miei post e lasciano qualche like, qualche commento, riesco a riconoscerli da come scrivono, da cosa scrivono, da quando scrivono. È strano perché a volte non riesco a non crearmi aspettative, ci sono post a cui tengo tanto, e vorrei che potessero leggerli tutti quei cinquecento bloggers, ma non può succedere lo so. 

Oggi ho ricevuto una dedica, che mi ha fatto pensare a tutto questo. Ade, l’amico della Penny, ha scritto per la Penny una dedica per la Penny che alla Penny ha fatto molto piacere. Perché ripeto all’infinito Penny? Perché Ade lo fa, e quando ricevo un suo commento mi scappa sempre un sorriso. Di certo non è sempre stato tutto rose e fiori, scambi di domande e risposte che mi hanno fatto riflettere un po’ su tutto, su scelte, posizioni, timori, come può farti riflettere chi ha qualche anno in più di te e più esperienza. Ed è vero anche che la Penny a volte si è arrabbiata, sono una persona orgogliosa e lo ammetto, davanti a certe osservazioni scatto come una molla. Ma so che erano sincere, erano per me. Che cosa dice questa dedica? La riporto qui sotto.

Vorrei fare un omaggio speciale ad una blogger che da poco ha fatto 18 anni (periodo fondamentale per capire certi passaggi della Vita). Lei si chiama Penny (blog:https://ilmondodelleparole.wordpress.com/). La Penny, almeno secondo me, è una ragazza che sa quello che dice e scrive. Non ha problemi a mostrare i suoi lati e dice sempre quello che pensa (in sti tempi non è poco). Mostra un carattere interessante ed ha una buona Cultura. Scrive bene e mi piace come si pone su certe questioni. Io sono innamorato del suo nome d’arte (Penny) e nei commenti sul suo blog, cerco di metterlo in qualsivoglia contesto. Ci sta benissimo, non a caso lei ha ribadito più e più volte che i miei commenti sono i più originali. Ahahahahh grazie cara…è pura ironia la mia. La perseguito col suo nome d’arte…paradossale no?

A mio avviso la Penny, è una persona che può dare tanto a livello di sentimenti. Leggendo i suoi post, a mio avviso, mi viene da pensare che ancora del buono c’è per cambiare le cose presenti. Ben vengano le persone che usano bene la materia grigia, in qualsivoglia contesto. La Penny è molto empatica (tipo me) e questo è un bellissimo pro.
Ciao Penny-Befana, un abbraccio!

Ecco, che dire? Grazie è poco. Perché vuol dire che dietro i miei post ci sono davvero io, visibile, reale. Emergo davvero, ed è bello sapere che c’è chi ha voglia di cogliermi. Dico quello che penso, sì, nonostante a volte sia difficile, e di persona io sia timida e riservata, testarda nei miei silenzi, ostinata su alcune mie posizioni. Ma ci provo, perché vorrei lasciare qualcosa di vero. Ho una buona cultura? Forse sì, se lo dice Ade, ma penso a quante cose ancora non so e mi viene una voglia matta di recuperare, e di leggere, perché ultimamente non leggo quasi mai, eccetto i libri di scuola. Scrivo bene, questo me lo hanno detto in tanti, e non voglio essere qui per vantarmi, non mi preoccupo di esibire le mie medaglie, ma alla scrittura ci tengo tanto, è un’enorme parte di me, e sapere che qualcuno la apprezza, ecco, è bellissimo. Sono empatica? A volte anche troppo, vorrei potermi infilare nel corpo delle persone e impedire loro di fare certe scelte, ma paradossalmente sono una che prima di decidere aspetta settimane. Posso cambiare le cose presenti? Non lo so. Ma vorrei riuscirci, vorrei ritagliarmi il mio posticino nel mondo e cambiare in meglio ciò che si troverà alla mia portata, so che ci vuole coraggio e dovrò impegnarmi per trovarlo, ma c’è chi crede in me e questo mi basta. E niente, grazie Ade, non soltanto per la dedica, ma per tutti gli spunti che ho ricevuto. 

L’appellativo Befana non fa troppo al caso mio, ma oggi lo perdono. Solo, non aspettatevi calze da parte mia, anche perché le mie, confesso, sono quasi tutte bucate. Sono una befana ribelle.

Grazie a chi mi segue, grazie a chi mi apprezza, grazie a chi trova il tempo di leggere, di lasciare un commento, anche di poche parole, grazie perché voi ci siete ed io ci sono, e questo è un grande inizio e un grande percorso. Destinato a proseguire.