Festa della liberazione 

Liberi, liberi di vivere liberi, liberi di essere liberi

E da allora, quanta libertà! 

Si rischia ogni giorno per averla, per difenderla, per non rinunciarvi mai

Come hanno combattuto a sangue i Partigiani e gli Alleati 

Era la Vittoria

Quella che da allora ha costruito la Democrazia

Quanta strada percorsa! 

Ma non si dimentica il sacrificio fatto per questo, per lo Stato, per il Popolo Italiano, per vederlo finalmente Libero

Si è lottato a gran voce con i canti e con le armi

Ma ha vinto la Giustizia, ha vinto la Pace, ha vinto l’Unità

Pareva la fine del mondo, ma i grandi Mostri sono stati sconfitti, forse anche da loro stessi, perché i nostri Valori erano più forti

Resistenza: abbiamo saputo resistere

E da allora, quanto abbiamo corso!

Anni ed anni, nuove generazioni

Che studiano la Grande Guerra senza mai averla vissuta, e allora è soltanto un sapere a metà

Liberi, siamo liberi, lo dice la Costituzione

Liberi di imparare, liberi di conoscere, liberi di scegliere, liberi di parlare

È stata una Conquista degli Italiani la Libertà, nuova, concepita, in passato distrutta, calpestata 

Come un soffio d’aria pulita che cancella la polvere dagli occhi

Libertà di guardare, di capire, di vedere la realtà, la verità

Resistenza: all’oblio, al male, ai Leoni delle menzogne

E da allora, quante fiere sono cadute!

Forse serve ancora tempo, ancora insegnanti, ancora esperienza perché l’Uomo conosca davvero

Ma non finisce in un giorno di ricorrenza quella battaglia dei Partigiani, perché ancora vive, ancora respira, ancora batte

Tante sono le pagine da migliorare: e da allora, quante ne sono cambiate!

Chissà se saremo mai veramente Liberi

E in fondo, libertà di cosa?

Sognare, Crescere, Costruire, Viaggiare, Percorrere le proprie strade

Vivere sè stessi

Come si legge un romanzo

Non fu concesso forse ai miei nonni, a chi ha visto il mondo cambiare sotto il possente braccio del Regime

Non fu concesso a chi ha trovato il coraggio di dire di no: non esisteva allora la possibilità di decidere

Ma qualcuno ha voluto questa Libertà: e da allora, quanti sono morti per Lei! 

Li ricordiamo come nostri Padri, perché tra noi Italiani ancora viva quella Forza nel cuore, quella Voglia nell’animo, quel Coraggio nel corpo.

Qui vivono per sempre / gli occhi che furono chiusi alla luce / perché tutti li avessero aperti / per sempre alla luce” (Giuseppe Ungaretti)

Compagne speciali

E poi incontri quell’unica persona che ti dà tutto il coraggio che sul momento ti manca, che ti fa pensare “allora non sono da sola”, per lo meno non su questa barca, su questo fiume torbido di ignoranza. Trovi la persona che forse non sarà perfetta, ma la senti vicina, anche senza conoscerla. È come se facesse parte di un mondo lontano da tutti, un mondo di cui fai parte anche tu, senza saperlo. E ti ci porta lei lungo i confini di questo mondo claustrale, ti ci trascina con la forza travolgente e la sua mano tesa verso di te. Trovi quella persona che ti cattura, senza dirti niente, anzi sì, parlandoti, come nessuno aveva mai fatto prima.
Non affannarti a cercare di farti comprendere da chiunque: solo chi ha un’anima uguale alla tua ti comprenderà“, diceva Yuri Mazukevich.
Forse è quella l’anima di cui parla. Quell’anima che arriva all’improvviso dentro ad un corpo sproporzionato, nascosta in un pittoresco personaggio che pare uscito dai fumetti, eppure ti fa sorridere, sì, ma ti fa anche stare bene. Perchè con questa persona parli, parli senza freno, parli come se fosse l’unica persona sulla terra disposta ad ascoltarti, e in un certo senso vedi in lei te stessa, con la stessa capacità di capirti, e di darti il consiglio giusto. La pensate nello stesso modo, voi due. Non sempre, non sarebbe possibile. Ma è come se il mondo avesse deciso di consegnarvi lo stesso manuale di istruzioni, le stesse esperienze e la stessa ragione critica per interpretarle. E poi condividete interessi, e se non li condividete ve ne interessate reciprocamente, senza quei pregiudizi che là fuori imperversano e spezzano i legami umani come foglie secche. Trovi all’improvviso la persona giusta di cui tutti parlano, quella da cui speri di non separarti mai. E sei convinta di essere disposta a lottare per lei, per vederla, per passarci qualche ora assieme, per scambiare con lei qualche parola. Sei disposta a dare molto se non tutto per non perderla. Perchè quelle persone non tornano indietro. Le riconosci subito, le afferri per caso, come per un regalo del destino che ha voluto sorprenderci, le afferri e le tieni strette, come qualcosa di prezioso. E cominci così a conoscere quella persona di pregio, ricca come può essere ricco uno scrigno, cominci a costruire con lei qualcosa, una conversazione, che appare ai tuoi occhi come un lungo filo rosso tra le vostre anime uguali. Ci parli, e hai la strana sensazione di stare parlando con te stessa. Come se tu e quella persona vi conosceste da sempre. Eppure siete lì, con i vostri problemi e una gran voglia di uscirne, con la forza nelle vostre tasche e il bisogno di un abbraccio. Siete uguali anche in questo, un grande cuore e la semplicità della cortesia. Forse siete cresciute nella stessa fiaba, con la stessa figurazione del mondo, la stessa voglia di scoprirlo, lo stesso equilibrio tra sogno e realismo che vi fa condividere ogni centimetro cubo d’aria. Le incontri poche nella vita, persone del genere. Le incontri quando meno te lo aspetti, nel mezzo di una giornata come le altre, all’improvviso, quasi fossero scese dal cielo. E vorresti non separartene mai.
Perchè le persone interessanti sono così poche? Con tanti milioni, perchè sono così poche?
(Charles Bukowski)
Perchè non importa quante sono queste persone, perchè sanno farti sentire viva e piena con la sola loro presenza. E allora quella persona, anche sola, sarà la nostra migliore compagna di viaggio.

Domanda della settimana per la giornata del libro 

Leggi?

Si potrebbe dire di si. Leggo. Non sempre. Raramente. Quasi mai. Vorrei leggere di più. Vorrei avere più tempo per leggere di più. Vorrei non trovarmi davanti allo scaffale senza una minima idea di cosa leggere. Vorrei un giorno finire a correre verso la libreria con la necessità di comprare Quel libro, Quel romanzo, Quelle pagine. Vorrei che i libri non fossero così infiniti, vorrei che fosse possibile leggerli tutti, in una sola vita, senza perdere nessuna riga, nessuna emozione. Non leggo abbastanza. Tante persone leggono più di me. Da mesi non leggo un libro. L’ultimo libro che ho letto era un compito di scuola. E mi sento in colpa per questo. I libri sono una cosa bellissima, e quando leggo, è come se fossi immersa in un viaggio, spettatrice di avventure meravigliose, così apparentemente vere… Come se i libri non finissero mai, come se facessero un poco parte anche della mia storia. Consiglierei a tutti di leggere. Lo faccio adesso. Anche se non sto leggendo. Perché leggere è lasciarsi trasportare, affascinare dalle parole, accarezzare dalla fantasia di chi forse ci è arrivato prima di noi, e c’è solo da imparare e ricordare, apprezzare e domandare. I libri sono scrigni di sogni, piccoli forzieri di memorie, oceani di vite e personaggi che un giorno cercheremo di nuovo, e ritroveremo nello stesso luogo in cui li avevamo lasciati. Un libro in qualche modo ti riempie, ti cambia. E se davvero siamo padroni di noi stessi…lasciamoci cambiare. I libri restano, più delle persone, più del cielo, della terra, dei bei panorami, sono scorci su un mondo che ancora non sappiamo vedere, ma dopo il primo capitolo… tutto è diverso. Non si riesce a smettere facilmente di leggere. È una droga sana, per quanto il paragone sia banale. È  vero. Ho provato anch’io quella sensazione di desiderio, bruciante, di proseguire, di voltare ancora un’altra pagina, e respirare l’odore buono della carta. È una voglia insaziabile. Fino alla fine del libro. Poi subentra la nostalgia, come quando ci si separa da un amico, con la sicurezza di poterlo rivedere, ma non subito, perché ci sono tante persone ancora da conoscere. Libri che scrivono giornate. Settimane. A volte mesi. Libri che racconti agli altri, come si raccontano i nuovi amici. Sono così, sono personalità. 

Prometto qui, oggi, che chiederò perdono ai libri e leggerò di più. 

E voi, leggete?