Apro il mio diario #9

Non si possono cambiare le persone, nemmeno con tutta la buona volontà del mondo. Più le conosciamo, più difetti incontriamo, piccole sbavature che non si dimenticano, perché siamo dannatamente ambiziosi e non ci accontentiamo mai. Ma forse il vero significato di quel “Ti voglio bene”, è che “Ti accetto così come sei, anche se a volte vorrei solo prenderti a pugni in faccia o chiuderti la bocca con la colla, ti accetto e sorrido di me quando mi prende la rabbia, perché forse, senza quei tuoi strani difetti, senza le tue fissazioni, le paure, le abitudini irrinunciabili, noi non saremmo qui”.

Immagine del giorno

Tutti vorremmo essere, oggi, domani, ieri, esattamente così: in silenzio, immersi nell’incanto, nella pace, nella bellezza

Ma proprio perché ci è concesso pochissime volte, quei momenti saranno sempre indimenticabili

Ferragosto è spesso uno di quelli, con la famiglia, gli amici, i pensieri di auguri nel pieno dell’estate, quando tutti spariscono e se ne vanno in vacanza: Ferragosto riporta tutto indietro, anche per un singolo giorno

Buon Ferragosto a tutti!

Apro il mio diario #8

E’ difficile ammettere di essere felici, è strano, come un accordo un po’ stonato, perché sono tutti sempre pronti a lamentarsi, a mortificare il mondo per tutti quei suoi errori, tutti bravissimi oratori quando si tratta di reclamare, di gridare, di piangere sul passato, e nessuno mai che ti guardi negli occhi e ti dica “Oggi sono felice”. Siamo una generazione triste. E dovremmo imparare da chi indossa la felicità come un vestito nuovo, e ti ringrazia per ogni singolo momento di piacere, dovremmo imparare, perché essere felici non sembri più un accordo un po’ stonato, ma un arcobaleno. Dovremmo imparare a gioire davanti a chi ci fa stare bene, e abbandonare in un angolo gli animi più neri, perché forse non c’è abbastanza tempo per addolorarsi del nulla.

Apro il mio diario #7

Mi rendo conto che i regali più belli non costano né soldi né fatica, e l’ho letto nei suoi occhi anziani, quando mi ringraziava per la bella giornata, ed io avrei voluto stringerlo forte per le spalle e dirgli che io ci sono. In fondo il regalo più bello è esserci. Ma esserci davvero, ascoltare, rispondere, porgere una mano nel momento del bisogno, e quando la sola necessità è non pensare a niente, divertirsi assieme e ridere fino a lacrimare: questo è esserci.

Apro il mio diario #6

Vorrei farti gli auguri, scriverti quell’anonimo “Buon Natale!” che in questi giorni brucia come aria, ma non ci riesco. E’ folle, paranoico, strano, e lo dice una persona un poco folle, paranoica, strana. Ma gli scrupoli sono tutti per te. Non ho da regalarti che parole, belle frasi, aforismi rubati, ma non riesco a darti nemmeno un respiro. E le vacanze mi hanno tolto la presenza. Potrei dirti quasi un miraggio, se non fossi certa che un tempo veramente poco lontano ci univa, in un parlare incessante guardandosi negli occhi. Ma non riesco a dirti “Buon Natale!”. Ancora.